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Una sentenza che sarà comunque fonte di polemiche

Cassazione: iniziata l'udienza del processo Dell'Utri

Il giallo del cellulare: il senatore è scappato all'estero?

Cassazione: iniziata l'udienza del processo Dell'Utri
09/03/2012, 10:03

ROMA - E' iniziata alle 10,30 l'udienza del processo di Cassazione che vede imputato Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore del Pdl è stato condannato a 9 anni in primo grado e a 7 anni in appello; sentenza che ha scontentato sia l'accusa che la difesa, tanto che entrambi hanno fatto ricorso: la Procura Generale ritiene che sia immotivata la decisione del giudice di secondo grado di considerare i fatti reato solo fino al 1992; la difesa chiede invece l'assoluzione totale.
Ora toccherà alla Cassazione decidere. Ma qualunque sarà la sua decisione, sarà fonte di polemiche. Perchè se la Suprema Corte confermerà la sentenza o rinvierà alla Corte d'Appello per aumentare la condanna, in accoglimento del ricorso della Procura, il Pdl attaccherà la magistratura, con le solite accuse di "toghe rosse", "giustizia a orologeria" e via elencando. Se dovesse esserci invece un annullamento della sentenza di secondo grado con rinvio al primo grado o senza rinvio, in accoglimento del ricorso della difesa, ci sarà il problema del Presidente della Corte giudicante. Infatti, il Presidente è Aldo Grassi, persona legata a Corrado Carnevale che, quando era Presidente della Prima Sezione della Cassazione, si guadagnò il soprannome di "ammazza-sentenze", perchè annullò per vizi di forma tantissime sentenze contro la mafia. Carnevale venne poi processato con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, condannato in primo e secondo grado ed assolto in Cassazione. E l'amicizia di Grassi con Carnevale, che risale agli anni '90, ha fatto storcere il naso a molti, quanto meno per ragioni di opportunità.
La sentenza del processo è attesa entro la serata; al più tardi domani mattina. Per Dell'Utri, se la sentenza venisse confermata, non ci sarebbe alternativa: dovrebbe andare in carcere. A meno che l'alternativa scelta non sia la fuga. Una possibilità non da escludere, dopo quello che raccontano Il Fatto Quotidiano e il Secolo XIX: i due quotidiani hanno provato a contattare il senatore sul cellulare ricevendo solo una risposta in spagnolo che diceva che il cellulare era irraggiungibile. Ma il fatto che il messaggio era in spagnolo indica che il cellulare non è in Italia, ma in un Paese di lingua spagnola. Per esempio in Sudamerica?

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di Antonio Rispoli
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