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Annullata decisione del Tribunale di Bologna

Cassazione: insultava i figli, ma non si può cacciarlo di casa


Cassazione: insultava i figli, ma non si può cacciarlo di casa
13/04/2010, 16:04

ROMA - Dare del "deficiente" ad un figlio non è motivo sufficiente per allontanare un padre di casa. E' quanto ha stabilito oggi la Corte di Cassazione, esaminando il ricorso ad una ordinanza del Tribunale del Riesame di Bologna. I fatti riguardano un padre di famiglia, che è stato allontanato da casa dal Tribunale del Riesame perchè sgridava i suoi due bambini (lui li ha definiti "iperattivi") e talvolta li apostrofava con "deficienti". L'ordinanza inoltre vietava all'uomo di avvicinarsi alla scuola dei due bambini, uno dei quali soffre di crisi epilettiche.
Ma la Cassazione ha stabilito che si tratta di un "atteggiamento scarsamente apprezzabile come strumento educativo e, tuttavia, generalmente ricorrente nei rapporti familiari". Di conseguenza ha annullato l'ordine di allontanamento perchè troppo sproporzionato, in quanto "manda via il genitore dall’ambiente familiare senza tenere conto delle ripercussioni che ne derivano sull’assetto affettivo e organizzativo della stessa famiglia". Ora toccherà al Tribunale del Riesame decidere cosa fare

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di Antonio Rispoli
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