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CASSAZIONE: LA GERMANIA DOVRA' RISARCIRE LE VITTIME ITALIANE DEI RASTRELLAMENTI NAZISTI


CASSAZIONE: LA GERMANIA DOVRA' RISARCIRE LE VITTIME ITALIANE DEI RASTRELLAMENTI NAZISTI
22/10/2008, 10:10

Sentenza storica, quella pronunciata ieri dalla Corte di Cassazione: il governo tedesco dovrà risarcire nove familiari di due delle 203 vittime dei rastrellamenti avvenuti nella zona di Arezzo il 29 giugno 1944 ad opera delle truppe tedesche in ritirata. Per essere esatti, la sentenza rigetta l'opposizione fatta dal governo tedesco, avverso una sentenza di terzo grado - quindi definitiva - che condannava Max Josef Milde, all'epoca sergentedell'esercito tedesco, all'ergastolo per la strage e a risarcire le Parti Civili (appunto i nove familiari) "in solido con lo stato della Germania Federale", per la cifra complessiva di circa un milione di euro. Il governo di Bonn aveva fatto ricorso, facendo notare l'illeggitimità della decisione, sia per difetto di giurisprudenza e sia perchè la sentenza andava contro sia il trattato di pace del 1947 che contro la convenzione di Vienna del 1961. Ma la Cassazione ha sentenziato che i due accordi riguardano solo gli ebrei deportati o uccisi, mentre in questi rastrellamenti persero la vita civili non ebrei. 

Adesso si apre lo spazio per almeno - secondo le stime - 10 mila processi di questo tipo, da parte dei discendeti di coloro che furono uccisi dai soldati tedeschi. Ma il governo tedesco ha già fatto sapere che non intende pagare, in quanto la convenzione del 1961, tra le altre cose, garantiva l'immunità giurisdizionale dello Stato; nè ci sono proprietà dello Stato tedesco in Italia che possono essere sottoposte a pignoramento o sequestro.

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di Antonio Rispoli
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