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CASSAZIONE: MALE TRADIRE IL MARITO, SOPRATTUTTO NELLA CASA FAMILIARE


CASSAZIONE: MALE TRADIRE IL MARITO, SOPRATTUTTO NELLA CASA FAMILIARE
30/05/2008, 15:05

 

Rischia di perdere ogni bene intestatole dal marito la donna fedifraga, rea di aver tradito il coniuge incontrando l’amante anche – per la verità soprattutto - nella casa familiare. Una pronuncia della Cassazione è chiara. E l’episodio risale al 1975, quando il marito tradito aveva citato in giudizio l’ex coniuge che, all’epoca 36enne e madre di 3 figli. La donna aveva allacciato una relazione con un 23enne e si era rivolta alla Suprema Corte per chiedere l'annullamento della pronuncia dei giudici del merito, ma gli “ermellini” della seconda sezione civile hanno rigettato il suo ricorso: “il giudice d'appello - si legge nella sentenza n.14093 - ha infatti ritenuto (…) che l’ingiuria grave richiesta dall’articolo 801 quale presupposto della revocazione consiste in un comportamento con il quale si rechi all’onore e al decoro del donante un’offesa suscettibile di ledere gravemente il patrimonio morale della persona, sì da rilevare un sentimento di avversione che manifesti tale ingratitudine verso colui che ha beneficiato l’agente, che ripugna alla coscienza comune".

La Corte d’appello ha ritenuto che "costituiva ingiuria grave non tanto l’infedeltà coniugale della ricorrente, la quale all’età di trentasei anni, già madre di tre figli, aveva intessuto una relazione con un ventitreenne, protrattasi clandestinamente per vari anni e sfociata nell’abbandono della famiglia per convivere con il nuovo compagno, quanto - rileva la Cassazione – l’atteggiamento complessivamente adottato, menzognero e irriguardoso verso il marito, all’insaputa del quale la ricorrente si univa con l’amante nell’abitazione coniugale”.

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di Giulio d'Andrea
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