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Una sentenza che farà discutere

Cassazione: no ad interventi per pazienti "incurabili"

Anche quando c'è in consenso informato

Cassazione: no ad interventi per pazienti 'incurabili'
08/04/2011, 15:04

ROMA - C'è una sentenza della IV sezione Penale della Cassazione che farà molto discutere. Stava esaminando il caso di una donna, Gina L. morta a causa di una emorragia interna causata da un errore durante l'operazione. La tesi difensiva era che non c'era reato perchè alla donna comunque restava poco da vivere, dato che era ammalata di tumore al pancreas, che già aveva dato metastasi. Nonostante questo, la donna - 44enne e madre di due bambine - aveva accettato di sottoporsi all'intervento di asportazione del pancreas e delle ovaie, anche esse affette da tumore, nel tentativo di prolungare la propria vita di qualche mese. Ma durante l'operazione, i medici hanno perforato la milza, senza accorgesene, dando il via ad una emorragia interna. Poi, quando i medici se ne accorsero, dopo che la donna si era sentita male alcune ore dopo l'intervento, intervennero maldestramente con una manovra di respirazione artificiale er massaggio cardiopolmonare, rompendole lo sterno e due costole.
La Cassazione, nella sua sentenza, dice che un intervento del genere viola il codice deontologico, anche se - come in questo caso - la paziente è stata perfettamente informata del risultato parziale che si può ottenere. Insomma, è qualcosa di equivalente ad un accanimento terapeutico. Per questo la Suprema Corte ha confermato la sentenza di appello, condannando gli imputatio (anche se il reato è prescritto e quindi non c'è alcuna pena).

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di Antonio Rispoli
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