Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Per il titolo di un articolo contro direttrice del carcere

Cassazione: "non è una cosa da donne" è diffamazione


Cassazione: 'non è una cosa da donne' è diffamazione
12/03/2010, 15:03

ROMA - Criticare una donna solo per il suo essere donna è una diffamazione: questo ha stabilito la Corte di Cassazione, respingendo il ricorso avverso una sentenza di secondo grado che aveva condannato un giornalista ed un sindacalista.
Tutto era iniziato il 14 giugno 2002, quando sul Corriere di Caserta uscì un articolo intitolato "Carcere, per dirigerlo serve un uomo", nel quale si criticava il fatto che il direttore del carcere di Arienzo, in provincia di Caserta, fosse una donna. Nel corso dell'articolo, si leggeva anche una intervista ad un sindacalista, che diceva, ad un certo punto "sarebbe meglio una gestione al maschile". La direttrice del carcere si era sentita offesa ed aveva querelato sia il giornalista che il sindacalista, che erano stati condannati sia in primoche in secondo grado. La Cassazione, nel respingere il ricorso concorda con i giudici di merito nel dire che "la frase 'sarebbe meglio una gestione al maschile' è oggettivamente diffamatoria ed è da sola idonea ad affermare la responsabilità sia dell'intervistato che dell'intervistatore. SI tratta di un suggerimento assolutamente gratuito, sganciato dai fatti e che costituisce una mera valutazione, ripresa a caratteri cubitali nel titolo, nel quale si puntualizza proprio la necessità (sottolineata dal verbo servire) di affidare la direzione del carcere comunque a un uomo; di conseguenza lesiva della reputazione della direttrice"
Le tesi difensive - il giornalista si appellava al diritto di cronaca, il sindacalista al diritto di critica - non sono state ritenute sufficienti perchè la frase "è sganciata da ogni dato gestionale ed è riferita al solo fatto di essere una donna, gratuito apprezzamento, contrario alla dignità della persona perché ancorato al profilo, ritenuto decisivo, che deriva dal dato biologico dell'appartenenza all'uno o all'altro sesso".

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©