Cronaca / Giudiziaria

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Ora tocca alla Corte Costituzionale

Cassazione: ok al quesito referendario per modificare la legge elettorale


Cassazione: ok al quesito referendario per modificare la legge elettorale
21/11/2019, 17:34

ROMA - La Corte di Cassazione ha dato il via libera al quesito referendario, presentato da 8 regioni (Abruzzo, Lombardia, Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Sardegna, Basilicata e Veneto), per la modifica del Rosatellum, l'attuale legge elettorale. Ricordiamo che il referendum può essere presentato da almeno 5 regioni senza bisogno di raccogliere firme. La Cassazione aveva chiesto una integrazione al testo, che è stata presentata nei giorni scorsi. La modifica, voluta dalla Lega, prevede l'abolizione della quota proporzionale, lasciando solo l'elezione nei collegi maggioritari. 

Ora la palla passa alla Corte Costituzionale, che dovrà esprimere il suo parere nella prima seduta di gennaio 2020. Dpo il che il referendum si terrà tra il 15 aprile e il 15 giugno del 2020, a meno che non ci siano elezioni politiche. Se vi fossero, il referendum viene rinviato di un anno.

Tuttavia è difficile che la Consulta dia il via libera. Infatti, per giurisdizione costante, davanti alle leggi elettorali, la Corte Costituzionale ha adottato il principio di approvare solo quei quesiti che dessero una legge elettorale immediata, da adottare il giorno dopo lo svolgimento del referendum. Invece, in questo caso, il referendum creerebbe una situazione diversa, in quanto bisognerebbe prima ridisegnare tutti i collegi, per dividere l'Italia in 400 collegi per la Camera e 200 per il Senato (bisogna considerare la modifica costituzionale voluta da M5S). Se il governo cadesse il giorno dopo lo svolfimento del referendum, non ci sarebbe il tempo per ridisegnare i collegi e la legge non potrebbe essere utilizzata. D'altronde, non potrebbe essere utilizzato neanche il Rosatellum, perchè il referendum cancella di fatto una parte della legge con effetto immediato. Quindi, come si andrebbe a votare? Per evitare una situazione di questo genere, la Consulta sulle leggi elettorali ha sempre dato il via libera solo alle leggi che non lasciano vuoti legislativi. 

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di Antonio Rispoli
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