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Chiesto anche il pignoramento delle entrate di parlamentare

Cassazione: pignorati i beni di Scilipoti per 200 mila euro


Cassazione: pignorati i beni di Scilipoti per 200 mila euro
16/11/2011, 15:11

ROMA - Anche la Corte di Cassazione ha deciso: Domenico Scilipoti dovrà restituire 200 mila euro, come deciso dalla Corte d'Appello di Messina, e il creditore potrà pignorare i beni in quantità sufficiente.
E' la soluzione di una vicenda iniziata nel 1997, quando il politico era vicesindaco di Terme Vigilatore, comune in provincia di Messina. Aveva commissionato il progetto per la costruzione di un poliambulatorio di 3 piani e con 61 posti letto all'interno della cittadina. Però poi non ci fu l'assenso alla costruzione e Scilipoti non pagò il progettista, il collega di partito (erano entrambi nell'Spdi) Carmelo Recupero. Nel processo civile intentato da quest'ultimo per ottenere il pagamento delle somme spettanti, Scilipoti disse di non aver firmato lui le carte, perchè in quel periodo era in Brasile. Ma i legali di Recupero rintracciarono un documento da cui risultava che l'ex vicesindaco aveva guidato un Consiglio Comunale in quei giorni in cui doveva stare in Brasile, smontando l'alibi. Quindi il processo civile è stato assorbito da un processo penale e solo oggi si è arrivati ad una conclusione.
Ed ora Recupero potrà pignorare i beni necessari a coprire la somma che gli era dovuta, che ormai, maggiorata di interessi e mora, ha superato i 200 mila euro (e quindi la legge prevede che, se non si pignorano contanti, si possono pignorare beni per un valore pari ad almeno il doppio della somma da recuperare, per sicurezza del creditore). Infatti, per prima cosa, i legali di Recupero hanno inviato alla Camera la richiesta di pignoramento per tutte le somme accessorie che spettano a Scilipoti (lo stipendio non si può pignorare) nella sua qualità di parlamentare

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di Antonio Rispoli
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