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Aveva chiesto 15 miliardi di lire, dovrà pagare 3400 euro

Cassazione: Previti perde causa contro L'Espresso


Cassazione: Previti perde causa contro L'Espresso
23/11/2010, 17:11

ROMA - Niente da fare per Cesare Previti: anche la Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso contro le sentenze di primo e secondo grado, sancendo quindi che non c'è stata alcuna diffamazione nei suoi confronti da parte del settimanale L'Espresso. Tutto nasce da un articolo del 3 aprile 1997, in cui il giornalista dice che l'avvocato di Berlusconi è "rinviato a giudizio", mentre in realtà all'epoca era solo indagato. Parte quindi la citazione in giudizio contro il settimanale, con la richiesta di risarcimento di 15 miliardi di lire. Ma prima il Tribunale civile e poi la Corte d'Appello di Roma hanno bocciato le sue richieste; ed oggi lo stesso fa la Corte di Cassazione. Con motivazioni estremamente chiare: "Il giudizio negativo indotto nel lettore era conseguenza delle vicissitudini giudiziarie da tempo in corso a suo carico e non dell'inesattezza terminologica nella quale era incorso l'autore dell'articolo". Per cui, aggiunge la Corte, anche se il giornalista avesse scritto il termine corretto, il riferimento sarebbe stato altrettanto disdicevole. Nè, secondo la Suprema Corte, sono da considerarsi lesive altre espressioni usate in quell'articolo come "politicamente morto", "rischia la galera" e "primo accusatore di Di Pietro", ritenuti assolutamente leciti perchè compresi nel diritto di critica.
Per cui non solo Previti (che è stato assistito legalmente dalla figlia Carla, anch'essa avvocato) non ha avuto alcun risarcimento, ma ha dovuto anche pagare 3400 euro per spese di giustizia.

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di Antonio Rispoli
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