Cronaca / Giudiziaria

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Una sentenza da leggere con attenzione

Cassazione: "Rubare è reato anche se per necessità". Ma...


Cassazione: 'Rubare è reato anche se per necessità'. Ma...
16/02/2017, 18:11

ROMA - La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per furto, sottolineando come, anche se la persona vive in povertà, "alle esigenze delle persone che versano in tale stato è possibile provvedere per mezzo degli istituti di assistenza sociale o per esempio la Caritas". 

La vicenda è quella di una 36enne straniera e senza permesso di soggiorno che era stata condannata a 2 mesi di reclusione e 400 euro di multa per il furto in un supermercato. Lei si era presentata alla cassa mettendo sul nastro trasportatore una bottiglia di birra, una di acqua e un succo di frutta; ma gli addetti all'anti-taccheggio avevano visto la donna infilare nella borsa sei pezzi di formaggio (per un valore di 82 euro) dopo aver tolto le placche antitaccheggio. Dopo l'arresto, la donna aveva detto che voleva rivendere quel formaggio per guadagnare qualcosa per poter vivere. 

Ma è proprio questo che ha fatto scattare la condanna. Infatti, non si è trattato di un furto per fame, cioè di un furto fatto allo scopo di poter mangiare. Ma si è trattato di un furto fatto per soldi. Per cui, anche se la donna era in condizioni di povertà, non era in quello stato di necessità descritto dall'articolo 54 del Codice Penale che permette di essere assolti, in un caso del genere. Infatti un anno fa in Cassazione arrivò un altro caso, relativo ad un clochard che aveva rubato due pezzi di formaggio e una confezione di wurstel, per un valore di 4 euro. In quel caso la Cassazione decise per l'assoluzione, perchè il furto era stato fatto per poter mangiare. 

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di Antonio Rispoli
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