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Cronaca / Giudiziaria

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Una sentenza apparentemente dura, ma...

Cassazione: se la vittima di uno stupro si ubriaca da sola, non c'è aggravante


Cassazione: se la vittima di uno stupro si ubriaca da sola, non c'è aggravante
17/07/2018, 09:47

ROMA - Sta destando polemiche una sentenza della Corte di Cassazione, che ha stabilito che in uno stupro non sussiste l'aggravante delle menomate condizioni psichiche a causa dell'alcool, se la vittima si è ubriacata volontariamente. Il processo riguarda una donna che, dopo una cena in cui ha esagerato col vino, fino ad ubriacarsi, è stata stuprata da due uomini. In primo grado i due vennero asolti, mentre in appello sono stati condannati ad una pena lieve: tre anni di reclusione. E nell'ambito della sentenza, è stata anche applicata l'aggravante del ridotto stato di coscienza della donna. Aggravante che secondo la Cassazione non sussiste, dato che non sono stati gli aggressori a forzare la donna a bere. 

Anche se molti hanno contestato questa sentenza, in realtà è in linea con la ratio della situazione nel Codice. Infatti, se il fatto di ubriacarsi volontariamente impone il ridotto stato di coscienza, allora l'ubriaco al volante ha una attenuante supplementare se mette sotto qualcuno con l'auto. Invece nel Codice Penale la ratio è che quando l'ubriachezza è indotta (per esempio la ragazza che viene forzata o convinta a bere oltre i suoi limiti) c'è una responsabilità; ma se l'ubriachezza è volontaria, quello che succede dopo va trattato, dal punto di vista legale, come se fosse una cosa normale. Sia ben chiaro: questo non significa che uno stupro diventa legittimo. La donna ubriaca non è in grado di dare il proprio consenso all'atto sessuale e quindi si tratta comunque di stupro. Ma, appunto, senza l'aggravante. 

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di Antonio Rispoli
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