Cronaca / Giudiziaria

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"Erano stati notati nudi, senza ostacoli, fuori dall'auto"

Cassazione: sesso in strada durante partita Italia, condannati


Cassazione: sesso in strada durante partita Italia, condannati
14/11/2012, 18:03

ROMA - Si erano dati appuntamento in una strada della periferia di Lecce per fare sesso durante la partita della Nazionale italiana dei Campionati del Mondo del 2006 convinti che proprio per questo non li avrebbe visti nessuno in quanto tutti erano occupati a guardare la partita. Ma non è andata così alla coppia, lei all'epoca 40/enne e lui 60/enne, sono stati fermati dalla polizia e si sono, poi, ritrovati una condanna per atti osceni in luogo pubblico dalla Corte d'Appello di Lecce nel 2011. E il caso è arrivato anche in Cassazione che con la sentenza n. 44214, ha confermato la condanna. A nulla è valsa la difesa dei legali della coppia in Cassazione che avevano sostenuto la mancanza di colpevolezza perché avevano deciso di avere rapporti “in un giorno in cui era programmata in televisione la trasmissione di una partita della Nazionale italiana ai Mondiali di calcio, dunque in contesto in cui avevano maturato la convinzione di non essere visti da alcun passante” essendo in una zona “periferica e isolata della città”. I giudici della Sesta Sezione Penale, infatti, hanno confermato la condanna proprio considerando del tutto “irrilevante” che ci fosse la partita tanto che nell’orario in cui la coppia era stata vista, le 19.30, “era ragionevole immaginare un normale passaggio di persone e mezzi tenuto conto che si trattava di una serata di fine giugno”. Tanto più ribadisce la Cassazione che gli imputati “erano stati notati nel mentre, del tutto nudi, si trovavano nei pressi di una vettura ma fuori dalla stessa a pochi metri dalla strada principale, senza alcun ostacolo come un muro o un albero, che potesse coprire la visuale a chi si fosse trovato a passare”. Confermata la condanna (non specificata) anche nei confronti della donna per minacce nei confronti dei pubblici ufficiali che lei aveva preso a borsettate nel tentativo di non farsi portare in questura. Mentre per l'uomo la Cassazione ha chiesto una nuova pronuncia per concedere il beneficio della non menzione e della sospensione condizionale della pena.

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di Valerio Esca
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