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Bocciato il ricorso in Cassazione dello stalker

Cassazione: stalking imputabile anche su Facebook


Cassazione: stalking imputabile anche su Facebook
08/09/2010, 09:09

Una sentenza della Corte di Cassazione ha confermato che si compie reato di stalking non solo attraverso pedinamenti e telefonate a tutte lo ore del giorno, ma anche attraverso il web: chi minaccia o disturba altre persone fino a provocare un cambiamento nel loro stile di vita rischia il carcere fino a quattro anni. La pena, inoltre, viene aumentata qualora il reato venga reiterato nonostante gli ammonimenti, o quando si tratti di molestie tra le mura domestiche.
Dunque la Cassazione, confermando gli arresti domiciliari disposti dal Tribunale di Potenza per un giovane accusato di "atti persecutori"nei confronti dell'ex fidanzata, ha stabilito che anche i messaggi scritti sui social network come Facebook possono essere considerati minacce e molestie, specialmente se generano paura e disagio nella vittima. Il ragazzo, infatti, non avendo ancora accettato la fine della relazione, aveva riempito di minacce la bacheca virtuale di Facebook della sua ex ragazza, arrivando a postare un video che ritraeva i due mentre consumavano un rapporto sessuale. Aveva, poi, iniziato a molestare anche il nuovo compagno della ragazza. I continui episodi di molestie, che la perseguitavano anche sul posto di lavoro, avevano spinto la giovane, nel febbraio 2010, a sporgere denuncia. Il Tribunale di Lagonegro aveva allora disposto la custodia cautelare per il giovane. Il Tribunale di Potenza , in seguito, aveva concesso i domiciliari. Il ricorso in Cassazione dell'indagato si è rivelato del tutto inutile: attraverso la sentenza n.32404 i giudici hanno bocciato il ricorso dell'uomo in base alla sussistenza di "gravi indizi di colpevolezza" in materia di "Atti persecutori" riconducibili alla violazione dell'articolo 612 bis del codice penale e hanno confermato gli arresti domiciliari.

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di Vanessa Ioannou
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