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i concittadini in strada per non dimenticare

Castel Madama sfila per ricordare il ragazzo ucciso


Castel Madama sfila per ricordare il ragazzo ucciso
07/12/2009, 21:12

TIVOLI - Occhi bassi e nessuna voglia di parlare. L'intera comunità è sconvolta. Via sms, poche parole scambiate porta a porta o messaggi su Facebook: così la gente di Castel Madama si è data appuntamento per la manifestazione in memoria del ragazzo picchiato con una mazza da baseball e colpito da un colpo di pistola alla nuca nella notte tra sabato e domenica per un regolamento di conti legato a una ragazza..
Appuntamento in piazza Matteotti, sotto casa di Stefano. Poi, il corteo silenzioso ha raggiunto la piazza centrale ed è ritornato sotto il portone della famiglia Onofri che non rivedrà più rincasare quel ragazzo che gli amici continuano a descrivere come "un gigante buono che non faceva male ad una mosca"
Una fiaccolata per ricordare "il gigante buono". A Castel Madama, piccolo centro vicino a Tivoli in provincia di Roma, i concittadini e gli amici di Stefano Onofri, lo hanno ricordato sfilando in silenzio alla luce di centinaia di fiaccole accese, lungo le strade del paese
Stefano Onofri, 26 anni, è deceduto intorno alle 4.30 al Policlinico Umberto I. Nella tarda serata di domenica il pm, che aveva interrogato i tre ragazzi presunti responsabili dell'aggressione nella caserma dei carabinieri di Tivoli, ha emesso un provvedimento di fermo per tutti e tre per tentato omicidio in concorso, ma con la morte del giovane la loro posizione è cambiata in omicidio aggravato in concorso.
Il giovane era arrivato all'Umberto I in condizioni gravissime, dopo l'aggressione subita dal 18enne Nicolas, che prima lo colpito con una mazza da baseball e poi gli ha sparato alla nuca. Il ragazzo e due complici erano stati fermati già domenica dai carabinieri. Alla base della tragedia, incredibilmente, una ragazza contesa, che avevalasciato Stefano per Nicolas. I due rivali si sono dati appuntamento nelle campagne tra Tivoli e Castel Madama ma il confronto dialettico è degenerato presto in una violentissima lite, sfociata poi in tragedia.
Dopo la rissa, secondo la ricostruzione dei carabinieri di Tivoli, il 18enne - con la complicità dei due amici - avrebbe nascosto il corpo ancora in vita del giovane ma dopo aver vagato per per tutta la notte è tornato a casa dove si è confidato con il padre. L'uomo ha chiamato immediatamente i carabinieri che hanno soccorso il 26enne trasportandolo in ospedale. L'arma dell'omicidio non è stata ancora recuperata: il giovane dopo aver sparato l'avrebbe scagliata nel fiume.

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di Mario Aurilia
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