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A seguire le indagini la Guardia di Finanza di Napoli

Castellammare, consiglieri comunali indagati per truffa


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Castellammare, consiglieri comunali indagati per truffa
04/03/2010, 15:03

CASTELLAMMARE DI STABIA – I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, hanno notificato, nella giornata di oggi, 30 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata a carico di 27 consiglieri comunali e 3 segretari di commissione del Comune di Castellammare di Stabia, indagati per i reati di  truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico in atto pubblico.
Gli ufficiali di Polizia Giudiziaria hanno proceduto, presso gli uffici dell’amministrazione comunale stabiese, a seguito di decreto di perquisizione, alla acquisizione di documentazione amministrativa e contabile relativa alle attività delle commissioni consiliari e ai proventi erogati ai componenti. Le indagini hanno consentito di accertare che consiglieri, sia di maggioranza sia di opposizione, si sono appropriati di circa due milioni di euro, sottraendo tale cospicua somma alle casse del Comune di Castellammare.
Le investigazioni, scattate lo scorso giugno, partirono da un’indagini condotta presso l’Istituto Scolastico d’Arte di Sorrento. Le fiamme gialle, insospettite dalle continue assenze, di una delle docenti di italiano, Ida Scarpato, consigliere comunale del Comune di Castellammare, decisero di approfondire le motivazioni addotte dalla stessa per giustificare una sua così prolungata assenza.
Negli atti personali della docente furono così ritrovati dei certificati comunali, attestanti una sua permanente partecipazione, dal lunedì al sabato, dalle 9 alle 14, alle attività politiche istituzionali che impossibilitavano quindi la stessa a svolgere la sua attività didattica. Le investigazioni compiute dai militari attraverso pedinamenti dei consiglieri ed appostamenti dinanzi Palazzo Farnese, hanno permesso infatti di accertare che, non solo la Scarpato ma quasi tutti i consiglieri comunali, non partecipavano ad alcun lavoro di Commissione percependo lo stesso l’indennità economica spettante.
Il meccanismo illecito consisteva nel falsificare i verbali quotidianamente redatti delle cinque Commissioni Consiliari Permanenti, di cui ogni consigliere comunale faceva istituzionalmente parte, attestando una loro partecipazione ai lavori di commissione per discutere dei diversi problemi del territorio stabiese. Oltre ad attestare falsamente un dibattito politico mai esistito, la presenza a verbale di ogni singolo consigliere comunale permetteva loro di maturare quotidianamente l’indennità economica del “gettone di presenza” dell’importo di circa cinquanta euro, il cui cumulo permetteva di raggiungere compensi mensili intorno ai 1.200 euro. La truffa ai danni dello Stato scoperta e ricostruita dalle fiamme gialle, se rapportata a tutto il periodo di governo dell’attuale forza politica stabiese, ammonta a circa 2 milioni di euro. Questo l’importo speso dal Comune di Castellammare di Stabia durante gli anni del mandato dell’attuale Consiglio Comunale per il pagamento dei gettoni di presenza ed il risarcimento alle varie aziende private ed enti datori di lavoro dei consiglieri. Ulteriori conferme all’impianto accusatorio sono pervenute dagli esiti degli interrogatori di alcuni consiglieri comunali che hanno ammesso gli addebiti. Altri consiglieri, invece, hanno tentato di modificare il quadro probatorio a loro carico chiedendo che venissero rettificati i verbali delle commissioni all’indomani del primo intervento della Guardia di Finanza. Le vicende per l’entità delle somme illecitamente percepite e per la reiterazione dei comportamenti che hanno riguardato ben 27 consiglieri comunali su 30, assume connotazioni di estrema gravità, valutazione questa condivisa anche dal gip presso il Tribunale di Torre Annunziata che ha  ritenuto la sussistenza a carico di tutti gli indagati di gravi indizi di colpevolezza, escludendo però la sussistenza di immediate esigenze cautelari solo perché le imminenti elezioni hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale stesso. Resta però il dato che ben 16 consiglieri comunali oggi inquisiti, risultano nelle liste dei candidati alle elezioni per il prossimo consiglio comunali; tre di questi sono addirittura candidati sindaco.

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di Elisa Scarfogliero
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