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CASTELVOLTURNO, TORNA LA QUIETE MENTRE GLI INVESTIGATORI VAGLIANO LE PRIME IPOTESI


CASTELVOLTURNO, TORNA LA QUIETE MENTRE GLI INVESTIGATORI VAGLIANO LE PRIME IPOTESI
20/09/2008, 15:09

E' di ultima ora la notizia per cui sarebbero state ritrovate, dai carabinieri, le auto utilizzate dai sicari per la strage di giovedì sera.

E così, intanto, si profilano le prime ipotesi. Al vaglio degli inquirenti la possibilità che Antonio Celiento, titolare della sala giochi a Castelvolturno, sia stato ammazzato prima del raid in cui hanno perso la vita i sei africani. Il motivo dell'agguato sarebbe stato il suo rifiuto di pagare una tangente. Carmelo Casabona, questore di Caserta, ha sottolineato le finalità terroristiche legate all'agguato dei Casalesi: incutere paura per evitare successivi rifiuti.

Gli inquirenti stanno studiando se i molteplici omicidi siano legati tra loro e soprattutto a quali interessi economici e di malaffare siano collegabili.

Castelvolturno, infatti, e buona parte della provincia di Caserta, sono teatro di grossi traffici illeciti che vanno dallo spaccio di droga e banconote false allo sfruttamento della prostituzione. Intanto è stato trasferito nel reparto di chirurgia d'urgenza dell'ospedale Cardarelli di Napoli Joseph Ayimbora, il ghanese di 34 anni rimasto ferito nell'agguato. Secondo i medici del nosocomio napoletano l'uomo, che ieri è stato sottoposto a un intervento di chirurgia vascolare, non è in pericolo di vita. A visitarlo oggi si recherà l'ambasciatore del Ghana, Charles Agyei-Amoama.
In seguito ai delitti, gli immigrati hanno sfilato per le strade al grido di "italiani bastardi", lanciando pietre contro i passanti e rovesciando cassonetti per le strade. Una ventina di manifestanti sono stati identificati e denunciati dalla polizia per i disordini e gli incidenti causati. Gli agenti del commissariato locale, diretti dal vicequestore Luigi Del Gaudio, hanno iniziato ad identificare i responsabili, tutti appartenenti alla comunità ghanese. Alla polizia, per ora, non sono giunte denunce dei commercianti danneggiati, che hanno preferito recarsi al Comune per segnalare quanto accaduto. Nei confronti degli immigrati denunciati saranno avviate, dopo i necessari riscontri, le procedure di espulsione.
E dopo la tempesta oggi sembra essere tornata la quiete.
Continua l'attività degli inquirenti per risalire agli autori della strage e un contributo importante potrebbe arrivare, quando sarà in condizione di parlare con le forze dell'ordine, da Joseph Ayimbora. Centotrenta i proiettili di kalashnikov e calibro 9 usati dai sicari che sarebbero gli stessi che hanno ucciso, a pochi chilometri di distanza, Antonio Celiento.

Questo lascerebbe pensare ad un collegamento tra gli omicidi.

 

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di Serena Grassia
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