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L'accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa

Catania: avviso di garanzia per Raffaele Lombardo

In tutto sono 56 gli indagati di questa indagine

Catania: avviso di garanzia per Raffaele Lombardo
09/04/2011, 19:04

CATANIA - La Procura di Catania ha mandato gli avvisi di chiusura delle indagini ed ora si appresta a chiedere il rinvio a giudizio per i 56 indagati dell'indagine "Iblis". In particolare, tra questi ci sono il leader dell'Mpa Raffaele Lombardo e il fratello Angelo. Le accuse sono gravi: concorso esterno in associazione mafiosa, lo stesso reato per cui è stato condannato Salvatore Cuffaro e per cui è in Cassazione Marcello Dell'Utri. Dal momento in cui sarà notificata la chisura delle indagini, gli imputati avranno 20 giorni per depositare memorie o chiedere di essere interrogati. A dire il vero, in questo periodo delle indagini Lombardo l'ha chiesto spesso ma i Pm hanno preferito non scoprire le carte a loro disposizione. Oggi questo non è più possibile, dato che da ora il fascicolo del Pm è depositato e a disposizione degli imputati e dei loro difensori. L'accusa a Lombardo riguarda alcuni contatti che avrebbe avuto con persone facenti parte del clan di Nitto Santapaola, per chiedere voti.
La reazione del leader dell'Mpa non è di preoccupazione: "Finalmente il deposito degli atti. Potrò così dare puntualmente conto di ogni mio comportamento e dimostrare la mia assoluta estraneità a ogni ipotesi di reato. La scelta dei titolari dell'indagine di depositare gli atti che mi riguardano  pone fine allo stillicidio di notizie, sulla cui 'fuga' sono state avviate indagini, strumentalizzate più d'una volta a fini politici, anche per la modalità di diffusione troppe volte coincidente con momenti delicati della vita politica e istituzionale della nostra Regione. Ho chiesto reiteratamente e invano, sin da quando la stampa ha iniziato a raccontare questa storia, di essere sentito  e sinora ho potuto rendere conto soltanto all'opinione pubblica. Da oggi disporrò di elementi certi e potrò contribuire a ricostruire compiutamente la verità". Effettivamente in diverse interviste Lombardo ha ammesso di aver incontrato quelle persone, ma senza sapere che fossero persone legate alla mafia e senza richieste di voti diverse da quelle fatte da qualsiasi politico in campagna elettorale.

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di Antonio Rispoli
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