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Catania: chiesto il rinvio a giudizio per Scapagnini per debiti del COmune


Catania: chiesto il rinvio a giudizio per Scapagnini per debiti del COmune
23/04/2009, 17:04

Bilanci 2004 e 2005 truccati per occultare il disavanzo ed evitare cosi' oltre al dissesto finanziario, la decadenza e l'incompatibilita' degli amministratori del Comune di Catania. Questa in sintesi la tesi dei magistrati della Procura etnea che da anni indagano sul buco in bilancio al Comune, recentemente colmato con un finanziamento di 140 milioni di euro dal governo Berlusconi, prelevati dai fondi Fas. I pm hanno adesso chiesto il rinvio a giudizio per abuso d'ufficio in concorso e falso ideologico per gli indagati. Tra questi l'ex sindaco Umberto Scapagnini, i responsabili del servizio ragioneria Francesco Bruno e Vincenzo Castorina, i tre assessori al bilancio che si sono susseguiti nel tempo Francesco Caruso, Nino D'Asero e Gaetano Tafuri e alcuni componenti di due giunte municipali: Giuseppe Arena, Orazio D'Antoni, Mario De Felice, Filippo Drago, Stefania Gulino, Santo Ligresti, Giuseppe Maimone, Mimmo Rotella, Salvatore Santamaria, Giuseppe Siciliano, Nino Strano, Giovanni Vasta e Giuseppe Zappala'. In particolare, secondo i magistrati, per il 2004 sarebbe stato coperto il disavanzo di 40 milioni di euro indicando vendite di immobili che non potevano avvenire. Stesso discorso e stesso disavanzo per il rendiconto 2005. Nell'inchiesta dunque entra anche "Catania Risorse" la societa' creata dal Comune per vendere immobili e fare cassa. Ma i beni risultarono pero' invendibili. Tra questi l'ex convento di Santa Nicolella, l'ex istituto Sacro Cuore, l'ex esattoria comunale, gli ex monasteri San'Agata, San Placido e Sant'Agostino, l'ex caserma Malerba, Villa Fazio.

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di Redazione
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