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L'uomo vittima della malasanità siciliana

Catania: in coma da un anno, la moglie chiede di farlo morire


Catania: in coma da un anno, la moglie chiede di farlo morire
01/06/2011, 11:06

CATANIA - Ha cominciato la sua protesta davanti all'ospedale Garibaldi di Catania, Irene Sampognaro, 40 anni. Chiede di poter staccare le macchine che sostengono il battito cardiaco del marito, Giuseppe Marletta, in coma da oltre un anno. L'uomo era andato a farsi operare per la rimozione di due punti metallici che erano rimasti dopo un precedente intervento alla radice del dente, come consigliato dal suo medico curante per risolvere una fastidiosa sinusite. 15 minuti dopo la fine dell'operazione si era risvegliato dall'anestesia ma era scivolato in coma, senza mai più riprendersi. Ed ora la moglie avanza una richiesta precisa: "Voglio che tutti sappiano quanto sono crudeli le nostre istituzioni di fronte ad un allucinante caso di malasanità non riescono a garantire né giustizia né adeguata assistenza. (Mio marito) prima di entrare in ospedale scoppiava di salute oggi è immobile in un letto, tracheotomizzato e alimentato con un sondino. Praticamente una vita vegetale se la si può ancora chiamare vita. Solo quando ti ci trovi dentro capisci veramente il caso Englaro. In Italia lo Stato è crudelmente ipocrita: dice di essere per la vita ma in realtà ti spinge a scegliere la strada della morte". E poi continua: "Io sono ostinatamente per la vita ma quella vera. Da un anno chiedo che le istituzioni intervengano per assistere adeguatamente mio marito col ricovero in una clinica dei risvegli all’estero. Ecco: per tornare indietro sulla mia decisione voglio che lo Stato, responsabile di questa tragedia, si faccia almeno carico della cura e dell’assistenza ai massimi livelli. E invece sono stata lasciata da sola e ho difficoltà a garantire a mio marito persino quel poco di assistenza che ha avuto fino ad oggi".

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di Antonio Rispoli
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