Cronaca / Nera

Commenta Stampa

Il capoclan di Marano stanato dai carabinieri: "E' finita"

Catturato in Spagna il boss latitante Giuseppe Polverino


.

Catturato in Spagna il boss latitante Giuseppe Polverino
07/03/2012, 15:03

NAPOLI - Per gli inquirenti che erano sulle sue tracce dal 2006 non aveva una voce. Comunicava con i “pizzini” e tutti i suoi spostamenti avvenivano grazie all’apporto strategico dei fiancheggiatori che riuscivano a fornirgli una copertura. Un capoclan sul modello mafioso, il boss della camorra Giuseppe Polverino, latitante da sei anni e leader indiscusso dell’omonima cosca egemone nei comuni a nord di Napoli. La sua ascesa nella città di Marano inizia con il declino della cosca dei Nuvoletta, e da allora il nuovo sodalizio è riuscito a stringere rapporti anche con cellule terroristiche in grado di fornire droga proveniente dal nord Africa.  Si è arreso dopo un brevissimo inseguimento. Ha tentato la fuga a piedi. “È finita” ha detto a chi gli stringeva le manette ai polsi: il capo di Marano ha ammesso così la sconfitta davanti allo Stato.
La primula rossa dell’area flegrea è stata stanata in Spagna, in località Jerez de la Frontera, in un complesso residenziale di lussuose ville, dove attraverso i suoi uomini di fiducia insediati in terra iberica riusciva a controllare tutti i traffici illeciti, dalla costruzione di complessi turistici nei maggiori centri balneari come Alicante, Malaga, Barcellona e Marbella al traffico di hashish sul territorio campano, il core business della cosca. Era da poco tornato da un viaggio in Brasile, località Rio de Janeiro. Una tappa a febbraio forse per il Carnevale. Non di certo l’unica, per il capocosca. Secondo gli inquirenti era un habitué del Sudamerica, complice anche la relazione “non affatto casuale” con una giovane donna creola. I rapporti per il boss di Marano infatti venivano spesso utilizzati come coperture per gli spostamenti.  Un personaggio malavitoso dotato di una “intelligenza non comune” e di “capacità imprenditoriale”, capace di diversificare i propri investimenti in attività apparentemente lecite non solo del settore edilizio, ma anche dell'industria alimentare.
Peppe Polverino, ‘o barone all’anagrafe di malavita, è stato ammanettato ieri sera dai carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli e dalla Guardia Civil spagnola assieme a Raffaele Vallefuoco, altro personaggio di spicco della cosca. Il narcotraffico dello stupefacente dal Marocco all’Italia era solo uno degli interessi di Polverino, il quale aveva a disposizione un miliardo di beni rappresentati in supermercati, centri commerciali, macellerie e strutture ricettive. Un impero economico scardinato in anni di operazioni mirate, con centinaia di sequestri di ville, auto e appezzamenti di terreno che arrivavano sino alla zona collinare di Napoli. Area della città che in questi anni sarebbe finita nelle mani del clan di Marano.
Il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, ha telefonato al Comandante Generale dell'Arma dei Carabinieri, Leonardo Gallitelli, per congratularsi dell'operazione condotta dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Napoli. "Grande soddisfazione per l'arresto di Polverino che rappresenta un'altra affermazione dello Stato contro la camorra, grazie a un successo investigativo di altissimo livello conseguito con il prezioso lavoro delle Forze dell'ordine e della Magistratura", ha commentato il ministro dell'Interno Cancellieri.
 
CALDORO: E’ IL SUCCESSO DELLO STATO SULLA CAMORRA - "Alle forze dell'ordine, alla magistratura i complimenti per l'operazione messa in atto". Cosi il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, sull'arresto in Spagna del boss Giuseppe Polverino. "E' l'ennesimo colpo dello Stato - ha sottolineato il governatore - contro la criminalità organizzata. Un successo che si unisce ai tanti registrati negli ultimi anni. L'impegno deve continuare in questa direzione. Il Governo, le istituzioni locali, le forze dell'ordine e i cittadini devono lavorare insieme per consolidare ed aumentare questi successi", ha concluso Caldoro.

IL PREFETTO: GRANDE SODDISFAZIONE - L'arresto di Giuseppe Polverino, capo dell'omonimo clan e latitante tra i più pericolosi, "conferma, ancora una volta, l'eccezionale qualità dell'apparato investigativo messo in campo dalle forze dell'ordine e dalla magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata campana". Così il prefetto di Napoli, Andrea De Martino, nell'esprimere "la più piena soddisfazione e l'apprezzamento ai militari dell'Arma che hanno conseguito un così importante risultato". "Quest'operazione - ha aggiunto il prefetto - fa seguito al sequestro effettuato nella primavera scorsa dai carabinieri di beni mobili, immobili e società per un valore di circa un miliardo di euro riconducibili alle attività illecite del clan. E' il segno - ha concluso il prefetto - di una strategia di aggressione alla criminalità organizzata che si muove in parallelo sul piano dell'attacco ai patrimoni e dell'arresto dei capoclan in modo da colpire le organizzazioni criminali sia nella leadership che negli strumenti operativi".

CESARO: CON ARRESTO POLVERINO CONTINUA SMANTELLAMENTO VERTICI - ''Plaudo con soddisfazione all'ennesimo arresto eccellente operato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli che stamane in Spagna hanno catturato il boss latitante Giuseppe Polverino, proseguendo di fatto nell'opera di smantellamento dei vertici criminali in Campania''. Con queste parole il presidente della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, ha accolto la notizia dell'arresto di Polverino, bloccato dai carabinieri di Napoli insieme agli uomini della Guardia Civil a Jerez de la Frontera e a capo dell'omonimo e potente clan camorristico. ''In questa grande campagna di lotta al crimine organizzato mi fa particolarmente piacere che si siano distinti gli uomini dell'Arma, da sempre in prima linea. La cattura di Polverino, ricercato da tempo in tutta Europa - ha concluso Cesaro - testimonia la bonta' della nostra struttura di intelligence e mi fa ben sperare per il futuro del nostro martoriato territorio''.

 

Commenta Stampa
di Davide Gambardella
Riproduzione riservata ©