Cronaca / Nera

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"'O zingaro" accusato di triplice omicidio

Catturato killer latitante: è il reggente del clan Schiavone

Era latitante dal luglio 2010. Duro colpo alla cosca

Catturato killer latitante: è il reggente del clan Schiavone
29/03/2011, 17:03

Per gli inquirenti, è il reggente della potente cosca che controlla i traffici illeciti nel Casertano. Killer di professione, boss "naturale" susseguito al potere di Sandokan a Casal di Principe. La sua latitanza è finita nella notte. E' stato catturato dagli agenti della Squadra Mobile di Caserta il  Carmine Morelli, ritenuto pericoloso sicario ed esponente di spicco del clan dei Casalesi-gruppo Schiavone. Boss così potente poichè a lui sarebbe stata demandata la gestione della "cassa" della cosca casertana. Secondo la polizia, Morelli si e' distinto nel clan come uno dei piu' fidati referenti del boss Nicola Schiavone, arrestato nel giugno dello scorso anno.
L'uomo, 33 anni, è stato rintracciato in un'abitazione di Santa Maria Capua Vetere. Morelli era irreperibile dal luglio 2010 ed era ricercato perché destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Dda, per il concorso nel triplice omicidio di Giovan Battista Papa, Modestino Minutolo e Francesco Buonanno, affiliati alla stessa organizzazione criminale e puniti per uno sgarro. I tre cadaveri furono trovati dalla polizia dieci giorni dopo la loro scomparsa sotto tre metri di terra in aperta campagna a Villa di Briano, in provincia di Caserta. Tra i principali provvedimenti giudiziari a suo carico, nel luglio dello scorso anno il gip presso il Tribunale di Cassino ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei suoi confronti per furto in abitazione, minacce, aggravate dall'uso di arma e ricettazione.
Il 3 dicembre scorso, il gip presso il Tribunale di Napoli, ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Morelli per quel triplice omicidio avvenuto l'8 maggio del 2009, per porto e detenzione di armi e occultamento di cadavere.
Con la cattura di Morelli, sottolineano gli investigatori, sono stati arrestati tutti i componenti del gruppo che ideò, organizzò ed eseguì il triplice omicidio, tra cui anche il mandante ossia Nicola Schiavone, figlio di Francesco detto `Sandokan', e Francesco Salzano, catturato il mese scorso in Brasile, dove aveva trovato rifugio. Nel corso dell'operazione che ha portato alla cattura di Morelli sono state arrestate per favoreggiamento aggravato quattro persone sorprese nell'abitazione insieme al latitante. Scovato anche il rifugio nel quale era nascosto l'uomo dove è stata rinvenuta e sequestrata una pistola calibro 9x21, munita di caricatore.
BARBATO (IDV): COMPLIMENTI A QUESTURA E PROCURA - "Voglio fare i complimenti al procuratore antimafia Cafiero De Rao e alla procura di Napoli insieme a quelli per la Questura di Caserta per il nuovo duro colpo alla criminalita' organizzata del casertano per l'arresto di Carmine Morelli, uomo di spicco del Clan dei Casalesi vicino a Schiavone e di altri affiliati del Clan". E' quanto dichiara Francesco Barbato, deputato dell'Idv. "Complimenti che si estendono alla questura di Caserta - aggiunge Barbato - anche per l'arresto del vice commissario Vincenzo Cordiale in forza nella procura stessa e di altri uomini tra cui anche Clemente Massaro, 32 anni, nipote dell'omonimo capoclan di San Felice a Cancello, coinvolti in un giro di estorsioni legati al mondo delle slot machine e dei giochi. Questi eventi confermano la qualita' del lavoro delle procure e delle forze dell'ordine nei territori in cui la criminalita' si organizza in maniera efficace ma anche come sia importante gestire con grande attenzione un comparto, quello dei giochi, nel quale questo tipo di criminalita' trova fonte di arricchimento anche attraverso la corruzione di uomini chiamati a difendere la legalita'. Severita' quindi con le mele marce - conclude Barbato - che rischiano di depotenziare lo sforzo delle forze dell'ordine e stringere le maglie dei controlli nei settori, come quello dei giochi, nei quali e' piu' forte l'invito all'illegalita' e difficile il contrasto sociale alle sue conseguenze".

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di Davide Gambardella
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