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Gli animalisti: “bagno di sangue. Rivedere le regole”

Cavalli morti al “Grand National”. Si riaccende la polemica


Cavalli morti al “Grand National”. Si riaccende la polemica
15/04/2012, 19:04

GRAN BRETAGNA – Si riaccendono le polemiche sul “Grand National”, la celebre corsa di cavalli britannica di oltre 7 kilometri ed una trentina di pericoloso ostacoli, che si svolge sul tracciato di Aintree, vicino Liverpool. La polemica si è scatenata dopo che sabato, durante la corsa, due cavalli - Synchronised e According To Pete, questi i loro nomi – sono morti mentre altri due sono rimasti feriti. Entrambi gli animali deceduti, sono crollati dopo aver saltato l'ostacolo chiamato Becher's Brook, fatto di tronchi di abete e noto per la sua difficoltà.
Anche nell'edizione dell'anno scorso erano morti due cavalli, 35 in totale dal 2000. La RSPCA, la principale charity animalista della Gran Bretagna ha immediatamente chiesto una revisione della competizione.
“Siamo molto rattristati - commenta il direttore delle corse di Aintree, Julian Thick -. La sicurezza è la priorità per gli organizzatori del Grand National e noi compiamo tutti gli sforzi per assicurare che all'evento si possa partecipare in sicurezza”. La British Horseracing Authority, una sorta di federazione ippica inglese, era già intervenuta l'anno scorso con una serie di provvedimenti. Secondo il sito del britannico Daily Mail, i manager di Aintree hanno già speso 250 mila sterline per mettere in sicurezza il tracciato. Modificando, tra l'altro, tre ostacoli e introducendo più stretti controlli pre-gara. Una strategia che sembra però non aver funzionato.
Secondo gli animalisti, questa gara è “un bagno di sangue” e “bisogna rivedere le regole”.

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di Erika Noschese
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