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Sul caso Ruby “si chiarisca nelle sedi appropriate”

Cei: “Sobrietà e correttezza per l’Italia”


Cei: “Sobrietà e correttezza per l’Italia”
24/01/2011, 19:01

Il cardinale Angelo Bagnasco auspica che il nostro Paese superi, in modo rapido e definitivo, “la convulsa fase che vede miscelarsi in modo sempre più minaccioso la debolezza etica con la fibrillazione politica e istituzionale, per la quale i poteri non solo si guardano con diffidenza ma si tendono tranelli, in una logica conflittuale che perdura ormai da troppi anni”. Con queste parole la Cei, nel corso dell’assemblea dei vescovi, giudica il continuo moltiplicarsi di notizie che riferiscono di “comportamenti contrari al pubblico decoro e si esibiscono squarci - veri o presunti che siano - di stili non compatibili con la sobrietà e la correttezza”. A preoccupare il cardinale Bagnasco, più in generale, è quella che lui stesso identifica come "desertificazione valoriale" e quella "ubriacatura" consumistica che, dagli anni Ottanta in poi, sembra avere attecchito nelle abitudini degli italiani e richiede, ora, una "conversione degli stili di vita" e una "alfabetizzazione etica". "Se si ingannano i giovani, se si trasmettono ideali bacati cioè guasti dal di dentro, se li si induce a rincorrere miraggi scintillanti quanto illusori – ha dichiarato infatti Bagnasco - si finisce per trasmettere un senso distorcente della realtà, si oscura la dignità delle persone, si manipolano le mentalità, si depotenziano le energie del rinnovamento generazionale". E, senza espliciti riferimenti alle feste di Arcore o alle vicende del presidente del Consiglio Berlusconi, denuncia che se si afferma "una rappresentazione fasulla dell'esistenza, volta a perseguire un successo basato sull'artificiosità, la scalata furba, il guadagno facile, l'ostentazione e il mercimonio di sé, ecco che il disastro antropologico in qualche modo si compie a danno soprattutto di chi è in formazione". Il presidente della Cei sottolinea, poi, che la crisi economica ancora non è finita e pone "in allarme" e in "sofferenza" le famiglie italiane. Bagnasco invita il mondo politico ad approvare le riforme annunciate "in un'ottica puntigliosamente coinvolgente tutte le forze politiche". In tale frangente, poi, è il momento di pagare tutti nella giusta misura le tasse che la comunità impone, a fronte dei servizi che si ricevono”. Bisogna snellire e semplificare, ma nessuno è moralmente autorizzato ad autodecretarsi il livello fiscale. Chi fa il furbo non va ammirato né emulato. Il settimo comandamento, 'Non rubare' - conclude Bagnasco - resiste con tutta la sua intrinseca perentorietà anche in una prospettiva sociale". Allargando lo sguardo, Bagnasco ha sottolineato che in Medio Oriente la "cristianofobia" "non è lontana dal porsi ormai nelle forme della pulizia etnica o religiosa", ma anche in Europa e in Occidente è presente una "aggressività laicista".

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di Antonio Formisano
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