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I 500 mila euro dati in beneficienza sono ancora dal notaio

Celentano: "Cari sindaci, non avete distribuito il mio cachet"


Celentano: 'Cari sindaci, non avete distribuito il mio cachet'
12/05/2012, 14:05

ROMA - "Cari sindaci, perchè non provvedete ad individuare le famiglie bisognose a cui dare i soldi che vi ho mandato?". Questo il concetto espresso da Adriano Celentano sul suo blog.
Secondo quanto gli è stato riferito, nesuto dei 7 sindaci a cui sono stati inviati i soldi ha individuato le famiglie - 3 o 4 a seconda dei casi - a cui donare i 20 mila euro del Supermolleggiato. Celentano dice che il notaio ha contattato i 7 sindaci, per avere aggiornamenti, ad un mese dalla messa a disposizione dei soldi. Solo la segreteria del sindaco Pisapia gli ha risposto, facendo presente che ci sono problemi burocratici.
La vicenda è nota. Quando si seppe della partecipazione dell'artista al Festival di Sanremo, in cambio di un budget molto alto, ci furono enormi proteste. Tacitate da Celentano con l'annuncio che avrebbe devoluto interamente quel cachet in beneficienza: 200 mila euro ad Emergency e 500 mila euro divisi tra 25 famiglie di sette grandi città (Bari, Napoli, Roma, Cagliari, con quattro famiglie a testa; Milano, Verona e Firenze con tre famiglie a testa). A fine marzo (cioè un mese dopo la fine del festival), il sindaco di Roma Gianni Alemanno protestò sui giornali perchè i soldi non erano ancora arrivati; ma il clan di Celentano rispose che la Rai non aveva ancora pagato. Pochi giorni dopo il bonifico avvenne e i soldi vennero messi a disposizione del notaio Aveta, che è stato incaricato da Celentano di far rispettare le volontà della donazione. E là sono rimasti nell'ultmo mese, dato che nessun sindaco ha finora adempiuto alla sua parte.
E oggi l'artista dice: "Ciò che sconcerta è la lentezza di come vengono gestite certe operazioni, come per esempio gli aiuti a chi è in difficoltà. Operazioni che dovrebbero essere prevalenti su tutto. Quindi? Cosa aspettate a mandare i nominativi? Qualcuna di quelle famiglie probabilmente stasera non mangerà, perché non avrà neanche i soldi per il pane".

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di Antonio Rispoli
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