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CELLE DI BULGHERIA: SIMULANO RAPINA, DENUNCIATI


CELLE DI BULGHERIA: SIMULANO RAPINA, DENUNCIATI
06/11/2008, 16:11

 

Non c’è stata nessuna rapina. Hanno simulato tutto. L’assalto al camioncino che trasportava medicinali nel Cilento non si è mai verificato. Lo hanno scoperto i carabinieri della stazione di Torre Orsaia agli ordini del maresciallo Domenico Nucera. E' finita così, con due denunce per simulazione di reato il giallo sulla presunta rapina effettuata circa tre settimane fa nei pressi della frazione Poderia del comune di Celle di Bulgheria.Nel mirino della giustizia è finito l’anziano conducente del mezzo, dipendente della ditta "Rino Farm" di Sant’Arsenio e la convivente di 38 anni originaria di Rocccagloriosa.Volevano rubare il camioncino per racimolare un po’ di denaro ma il loro piano non ha funzionato. Troppe discordanze fra le due versioni, troppe contraddizioni. E alla fine la donna, messa alle strette, ha ceduto ed ha raccontato tutto. Si era pensato ai soliti stranieri, vite disperate che si lanciano in un’aggressione anche per pochi spiccioli. Ma il quadro della situazione non reggeva, sembrava improbabile che cinque banditi, per quanto sprovveduti ed improvvisati, avessero rischiato tanto. E alla fine la veritá è venuta a galla, fra lo sconforto degli inquirenti stessi, della gente che abita nei dintorni del piccolo centro di Sant’Arsenio, dove i due "truffatori" sono molto conosciuti. Resta da svelare un ultimo mistero: il camioncino è stato trovato ma senza i farmaci. Gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore Renato Martuscelli del tribunale di Vallo della Lucania, continuano ad indagare con il massimo riserbo. L’uomo, malato di diabete, aveva raccontato di essere stato costretto a consegnare ai rapinatori le chiavi del mezzo sulla strada provinciale 430, nei pressi del bivio per Poderia. Sempre secondo la sua prima ricostruzione si sarebbe trattato di un vero e proprio assalto da parte di cinque malviventi di origine calabrese. Una tesi inizialmente presa in considerazione anche dai carabinieri che attuarono immediatamente una serie di posti di blocco su tutto il territorio. Gli esiti furono negativi, e giá questo bastò ad insospettire i carabinieri che riconvocarono in ufficio il conducente del mezzo. E qui che l’uomo ha iniziato a contraddirsi. La confessione della donna ha fatto il resto.

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di Vincenzo Rubano
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