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Censura per il Gay Pride di Roma?


Censura per il Gay Pride di Roma?
03/06/2009, 09:06

Ogni anno si svolgono le manifestazioni per il Gay Pride, che comprendono un corteo allegro e scherzoso per le strade di Roma, oltre che in altre città italiane. E senza che mai sia successo alcunchè. Ma da quando c'è il Sindaco Alemanno a Roma, sembra che svolgere questa manifestazione sia un crimine. L'anno scorso fu eletto troppo tardi per bloccarlo, e quindi si limitò a togliere il supporto del Comune; ma quest'anno tutte le istituzioni sembrano ben intenzionate. Infatti gli organizzatori hanno proposto tanti diversi percorsi, per un arrivo - come tradizione - a piazza san Giovanni. Addirittura due diverse date, il 13 o il 20 giugno. Ma entrambe sono state negate, adducendo come motivazioni delle manifestazioni religiose. Ora, tralasciamo il dettaglio che qualcuno deve spiegare perchè una manifestazione religiosa deve avere la meglio su una manifestazione laica. Ma questo motivo è anche fasullo. Infatti il 13, secondo la motivazione ufficiale, c'è una cerimonia dei fedeli di Sant'Antonio da Padova; i quali però hanno detto di non avere intenzione di passare di là. E il 20 perchè la cerimonia religiosa passa da là, ma il 24, cioè ben 4 giorni dopo. Che un Gay Pride lasci dietro di sè un avvelenamento che non sparisce in 4 giorni? Altrimenti non ci sono altre spiegazioni. L'unica alternativa che gli è stata lasciata, è stata la possibilità di fare un percorso di poche centinaia di metri, dalla Bocca della Verità fino a piazza Navona. Chi conosce Roma, sa che è il percorso ideale per il nonnino che spinge la carrozzina del nipotino,ma non per una manifestazione.
Gli organizzatori a questo punto hanno deciso di fare ricorso al TAR contro questi provvedimenti, considerati contro la loro libertà e quindi discriminatori, e al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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di Antonio Rispoli
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