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Un paradosso tutto italiano

Centro di ricerca contro la leucemia paga 89mila euro di Imu


Centro di ricerca contro la leucemia paga 89mila euro di Imu
24/12/2012, 11:32

La Città della Speranza è una Fondazione che finanzia il centro di oncoematologia pediatrica di Padova e all’interno dello stesso contribuisce alla ricerca scientifica. Franco Masello, Zilio Virginio, Carlo Mazzocco e il Prof. Luigi Zanesco (all’epoca Direttore della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova) sono i promotori del progetto che ha coinvolto imprese e privati cittadini nella raccolta fondi per la sua costruzione.

La sua particolarità appunto sta nel fatto che si mantiene non con i fondi statali, come sarebbe ovvio per l’alto profilo della sua attività, ma con le donazioni private di migliaia di cittadini.

E fino a qua la storia potrebbe essere “normale” se non fosse che interviene un paradosso tutto italiano e anche un po’ vergognoso:  la fondazione ha dovuto pagare ben 89.400 euro di Imu allo Stato, dunque riepilogando non solo la fondazione non prende soldi pubblici ma addirittura ha dovuto pagare allo Stato. Va chiarito che la Chiesa invece, che vive di finanziamenti, donazioni, tasse etc etc,  è in parte esente dall' Imu.  Stesso trattamento per centinaia di società sportive e scuole private e alberghi spacciati per «casa del pellegrino» e altre entità ancora.

Tre anni fa è partito un nuovo progetto ovvero «Torre della ricerca» composta da 17 mila metri quadri di laboratori nei quali lavorano sino a 700 «camici bianchi» insomma una grande iniziativa a sostegno della ricerca per donare speranza a chi la sta mettendo a dura prova. Su questa si è abbattuta la scure dell'Imu di 89mila euro lasciando davvero sbigottiti non solo i responsabili del centro ma anche tutti i cittadini che giorno dopo giorno, anche in questi di festa, con il volontariato cercano fondi per il mantenimento della struttura.

La presidente della Fondazione, Stefania Fochesato, quando ha appreso la cifra da pagare ha avuto un mancamento ed in merito a quanto accaduto ha dichiarato: «È una somma pazzesca, pretesa da persone generose che da anni, magari perché colpiti da un lutto, cercano di supplire privatamente alle carenze delle strutture pubbliche. Che senso ha che lo Stato ci chieda tutti quei soldi, coi quali si potrebbe finanziare un progetto triennale?».

Che il Natale dunque porti consiglio a chi può intervenire e mettere riparo a questa situazione!

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di Simona Buonaura
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