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Attivisti in tuta e maschere antigas a Montecitorio

Cernobyl, 24 anni dopo Greenpeace dice no al nucleare


Cernobyl, 24 anni dopo Greenpeace dice no al nucleare
26/04/2010, 15:04

ROMA –Ventiquattro anni fa, una violenta esplosione rilasciò in atmosfera una radioattività pari a cento volte le bombe di Hiroshima e Nagasaki. Da allora Cernobyl viene ricordato così, come il più grande disastro nucleare del mondo. Il corso della storia cambiò: la nube arrivò fino all’Europa Centrale ed in Italia, provocando morti e seminando terrore tra la gente. Questa mattina, per ricordare le vittime del disastro, davanti alla Camera dei Deputati a Montecitorio è stato esposto un striscione dal titolo “Stop Follia Nucleare”. Dieci attivisti di Greenpeace, in tuta bianca e maschera antigas, hanno inoltre portato una rassegna fotografica con le immagini di allora.
"A ventiquattro anni da Cernobyl” - spiega Andrea Lepore, responsabile campagna nucleare di Greenpeace – “la propaganda filo-nucleare continua a sottostimare gli effetti della tragedia di Cernobyl e il numero dei morti causati dall'incidente". Secondo Greenpeace, "la stima dei morti causati dall'incidente é di oltre duecentomila; la propaganda filo-nucleare, però, parla di soli 65 morti, riferendosi a malapena al numero dei lavoratori e soccorritori deceduti in seguito all'esplosione".
Nel 1987, inoltre, oltre l'80% dei cittadini italiani ha votato contro il nucleare ed in seguito all'esito dei tre referendum proposti, tutte le centrali nucleari in Italia furono chiuse. "Il governo” - conclude Lepore – “intende imporre all'Italia il nucleare e si prepara a una campagna di disinformazione sui rischi e i costi di questa pericolosa tecnologia".

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di Ornella d'Anna
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