Cronaca / Sanità

Commenta Stampa

La querelle dei cosiddetti stipendi d’oro nella sanità

Cgil: ''Pagamenti all’Asl Na1 commisurati al lavoro''

''Troppi straordinari perché manca il personale''

.

Cgil: ''Pagamenti all’Asl Na1 commisurati al lavoro''
25/02/2011, 16:02

NAPOLI – Informazioni date in modo sbagliato, che gettano l’ennesima ombra sulla sanità pubblica tacciando i dipendenti dell’Asl Na1 di intascare troppi soldi rispetto alla reale efficienza. E’ questo, in poche parole, il giudizio della Cgil Funzione Pubblica, che in conferenza stampa ha fornito le reali cifre in merito ai salari dei dipendenti della Asl Napoli 1, replicando alle critiche che in questi giorni stanno rimbalzando sui media.

L’errore maggiore, hanno spiegato Salvatore Massimo ed Anna Canzanella, rispettivamente segretario generale della Fp Cgil e coordinatrice della Asl Napoli 1 Centro, sta nel modo in cui i dati sono stati dati in pasto alla stampa. L’assenza di una divisione dei salari tra le diverse categorie di dipendenti ha fatto nascere un grosso equivoco, facendo, come si dice, di tutta l’erba un fascio e lasciando intendere che la media stipendi degli impiegati Asl fosse di molto superiore alla media nazionale. In realtà, dati alla mano, la situazione non è diversa dalle altre regioni, anche perché i dipendenti vengono pagati in base al contratto nazionale. Gli impiegati “semplici”, per così dire, hanno una media stipendi di 37mila euro, perfettamente in linea con i dipendenti della altre Asl; discorso diverso per i dirigenti, il cui compenso annuale è in media intorno agli 80mila euro.

Altra riflessione da fare, il peso dei salari accessori sul bilancio previsto nella Asl Na1. Gli incentivi e gli straordinari raggiungono infatti la cifra complessiva di circa 260 mila euro, quasi la metà di quella necessaria per i salari ordinari (circa 430mila euro). Si tratta di pagamenti dovuti ai dipendenti che coprono, proprio tramite gli straordinari, i turni che altrimenti resterebbero scoperti, in quanto negli ultimi anni, secondo dati forniti sempre dalla Cgil, il personale sanitario è stato ridotto di quasi 6mila unità. Viene da sé che interi reparti siano rimasti sforniti e che l’alternativa, volendo effettuare un taglio secco sulle spese accessorie, sarebbe di chiudere le strutture sotto organico.

Le accuse di percepire stipendi troppo alti, concludono alla Cgil, è l’ennesima tegola che finisce sui lavoratori, che già ricoprono agli occhi della cittadinanza il ruolo scomodo di primi responsabili dei disagi patiti nelle strutture sanitarie per via dei risicatissimi fondi a disposizione e degli sperperi passati (e presenti).

Commenta Stampa
di Nico Falco
Riproduzione riservata ©