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Il cardiochirurgo è morto stamane per un infarto

Chi era Carlo Marcelletti, il medico di fama internazionale


Chi era Carlo Marcelletti, il medico di fama internazionale
06/05/2009, 22:05

Il cardiochirurgo Carlo Marcelletti, di origine marchigiana, è nato ad Ancona nel 1944. Si è laureato in medicina e chirurgia all’Università Cattolica di Roma nel 1969 e si è perfezionato in Inghilterra e negli Stati Uniti. Nel 1978 ha fondato e diretto il Centro di cardiochirurgia pediatrica dell'Accademisch Medisch Centrum di Amsterdam (Olanda). Rientrato in Italia nel 1982, è diventato primario cardiochirurgo del dipartimento Medico chirurgico dell'ospedale Bambino Gesù di Roma ed è stato direttore del Programma di trapianto di cuore e cuore-polmone presso la stessa struttura pediatrica capitolina dal 1985 al 1995. Nel 1986 è stato protagonista del primo trapianto cardiaco infantile del nostro Paese, eseguito su un bimbo di 15 mesi, Ivan Fratta, affetto da cardiomiopatia dilatativa.

Il piccolo fu nuovamente operato da Marcelletti quando aveva otto anni, nel 1992, per una nuova sostituzione cardiaca per problemi legati al rigetto del primo organo. Dopo l’esperienza al Bambino Gesù il medico è passato all’Hesperia Hospital di Modena come direttore dell’Unità di cardiochirurgia pediatrica. Dal giugno 2000 lavora a Palermo. Nel maggio dello stesso anno aveva coordinato, insieme al collega William Norwood della Dupont Fondation di Philadelphia (Usa), l'equipe di chirurghi che tentò, nell'ospedale civico di Palermo, di separare le sorelline peruviane Milagro. Il tentativo fallito scatenò una polemica sull’eticità della scelta di sacrificare una bambina per lasciare in vita l’altra, come prevedeva l’intervento. L'allora direttore dell'Istituto mediterraneo per i trapianti ad alta specializzazione (Ismett) di Palermo, Ignazio Marino, ad esempio si era rifiutato di operare per motivi di coscienza personale, ritenendosi non in grado di "entrare in sala operatoria con la consapevolezza di dover sacrificare premeditatamente una vita umana".

Marcelletti era intervenuto in altri due casi simili: nel 1989 1989 il comitato etico dell' ospedale Bambin Gesu' di Roma non diede l'assenso all'intervento e i gemelli, originari di Santo Domingo, morirono tre mesi dopo. Tre anni dopo, a Philadelphia, l'operazione fu autorizzata e uno dei bambini sopravvisse.

Nel 2002 impiantò un cuore artificiale ad una bambina di 5 anni affetta da cardiomiopatia dilatativa fin dalla nascita, in attesa di un trapianto di organo compatibile. Il cuore, dopo lunga attesa, arrivò e la piccola Veronica fu operata dallo stesso cardiochirurgo, ma morì pochi giorni dopo l’intervento. Marcelletti operò inoltre durante il conflitto del Kosovo nel 1999, alcuni bambini malati provenienti dal paese in guerra. Il medico ha fondato l'Associazione per la cura del bambino cardiopatico (Abc) Onlus senza fini di lucro, oggi al centro dell'interesse degli inquirenti per la sua gestione.

Nel 2005, forse in seguito ad alcune dichiarazioni rese sulla sanità siciliana, arrivarono le minacce. Nel suo ufficio fu recapitato un pacco con granelli di sale, foto di bambini ed un proiettile. Dopo aver esposto denuncia, Marcelletti dichiarò di non avere idea di chi fosse l’autore del gesto, senza escludere però che potesse essere una conseguenza delle sue dichiarazioni sulla sanità, nelle quali, commentando alcuni errori medici che avevano causato la morte di bambini, aveva affermato che “tanti medici vengono assunti o fanno carriera grazie a lobby, correnti di partito o mafia”.

Nel maggio del 2008, i guai giudiziari. Il giorno 6, esattamente un anno fa, ci fu l’arresto da parte di polizia e Guardia di Finanza. Dal novembre scorso aveva lasciato l’attività all’ospedale Civico. Il provvedimento giudiziario nei confronti del medico avvenne a seguito di un'indagine condotta dalla Guardia di Finanza e dalla Squadra Mobile di Palermo avviata dopo una denuncia contro ignoti per minacce, presentata da un familiare di un appaltatore dell'Azienda ospedaliera Civico. Altra accusa nei confronti del cardiochirurgo e' il possesso di presunto materiale pedopornografico. Il 7 novembre del 2008 il Tribunale del Riesame ha accolto l'istanza degli avvocati difensori revocando la misura cautelare, anche se con l'obbligo di firma, ed autorizzando l'immediata ripresa della sua attività di medico e cardiochirurgo.

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di Nico Falco
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