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Primo processo di questo genere in Italia

Chiede 300 mila euro alla Asl: i farmaci lo rendono gioco-dipendente

La denuncia di un pensionato affetto da Parkinson

Chiede 300 mila euro alla Asl: i farmaci lo rendono gioco-dipendente
04/01/2011, 18:01

MASSA CARRARA - Sta per iniziare, presso il Tribunale civile, un processo avviato da un pensionato di Carrara contro la locale Asl, con una richiesta di risarcimento di 300 mila euro. Tutto inizia nel 1999, quando a Paolo Chisci, pensionato, viene diagnosticato il morbo di parkinson, La locale Asl, a cui il pensionato si rivolge, gli somministra dei farmaci per rallentare l'avanzata della malattia, che fanno parte dei cosiddetti "dopaminoagonistici", cioè farmaci che cambattono gli effetti di un tipo di ormone - le dopamine, appunto - ma che hanno, tra gli effetti collaterali, la possibilità che si sviluppi un atteggiamento compulsivo verso il gioco. E così, a poco a poco l'uomo ha cominciato a frequentare videopoker, lotterie istantanee e così via, arrivando per esempio a comprare anche 500 biglietti del "gratta e vinci" in un solo giorno.
In effetti nel bugiardino dei farmaci prescritti a Chisci è scritto che c'è la possibilità di uno sviluppo della tendenza al gioco compulsivo e all'ipersessualità; per questo i medici coinvolti, a loro volta, hanno chiamato in causa le case farmaceutiche che hanno fornito i farmaci.
Nel frattempo, Chisci continua a prendere i farmaci, che gli sono indispensabili, ma non gioca più. E questo per due motivi: da una parte i familiari lo controllano; dall'altra il pensionato si è mangiato il proprio patrimonio, quello della moglie già deceduta ed ora è solo pieno di debiti. CHe intende ripianare con i 300 mila euro della causa.

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di Antonio Rispoli
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