Cronaca / Sangue

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Una cinquantina di persone si sono organizzate per aggredire

Chieti: presi a sassate e a bottigliate perchè gay


Chieti: presi a sassate e a bottigliate perchè gay
06/06/2012, 09:06

CHIETI - Doveva essere una serata gay-friendly, quella organizzata davanti ad un locale di Chieti Scalo. E invece si è conclusa con una aggressione, come racconta a Repubblica l'avvocato Andrea Cerrone, dell'associazione "Jonathan, diritti in movimento".
Erano una trentina, i partecipanti alla serata che, verso mezzanotte, si sono trovati di fronte una cinquantina di esagitati, che sventolavano le bandiere della squadra di calcio del Chieti e indossavano magliette con simboli nazisti. Costoro hanno cominciato con i soliti insulti ("froci di merda" era uno dei più gentili) per poi passare ad un lancio di sassi e bottiglie, che avrebbero fatto almeno cinque feriti. Ma pare che diversi ragazzi si siano rifiutati di andare in ospedale, per non far comparire il proprio nome.
Pare sia stata anche chiamata la Polizia, che però è arrivata con un'ora di ritardo, contribuendo a far allontanare gli aggressori. Un fatto che la Polizia smentisce. Dicono di essere stati chiamati due volte: una volta un ragazzo colpito dalle mele, un'altra volta, ma verso le due - quindi più tardi rispetto agli episodi narrati dall'avvocato Cerrone, che si collocano verso mezzanotte - un ragazzo con la fidanzata colpito al braccio da una bottiglia.
Pare che uno dei ragazzi avesse anche una pistola, dato che alcuni l'hanno visto mentre si alzava la maglietta, mostrando il calcio di una pistola che usciva dalla cintura dei pantaloni.
Ora Cerrone promette di iniziare azioni legali a difesa degli aggrediti. Ma resta il problema sociale: come è possibile che una cinquantina di delinquenti, in una città piccola come Chieti, possa radunarsi senza che la Polizia se ne accorga? E se avessero deciso di fare una aggressione più violenta, magari con i coltelli o i bastoni, chi li avrebbe fermati? Domande inquietanti. E senza risposta.

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di Antonio Rispoli
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