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Chiude il pronto soccorso ad Ischia Ponte


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Chiude il pronto soccorso ad Ischia Ponte
13/11/2012, 14:02

Ischia perde uno dei pochi servizi sanitari presenti sul territorio Comunale. Questa volta a chiudere i battenti è il Pronto Soccorso che da  anni era attivo a Ischia Ponte in via Mirabella nei locali dell’ex Clinica San Giovan Giuseppe. La cosa che non sembra trovare spiegazione è il fatto che non chiude l’immobile nel quale almeno per ora si continuano a garantire il funzionamento degli ambulatori e la presenza della guardia medica, ma che gli operatori del PSAUT ischitano vengono semplicemente trasferiti presso il pronto soccorso dell’Ospedale Rizzoli di Lacco Ameno. Un’operazione, quindi, che non consente nessun risparmio economico all’Azienda sanitaria e che invece, oltre a privare il Comune di Ischia del suo pronto soccorso, concentra tutta l’utenza verso l’Ospedale lacchese. L’ennesimo “furto”di un’importante servizio sanitario perpetrato ai danni dell’utenza ischitana, si è consumato tra l’assordante e vergognoso silenzio dei rappresentanti politici locali responsabili, coi loro partiti, del fallimento dell’Italia e del progressivo impoverimento del popolo italiano. Oltre ai sindaci dei sei comuni dell’isola Verde, massimi responsabili politici e istituzionali del continuo ridimensionamento della sanità isolana, sono il leader del partito democratico e sindaco di Ischia Giosi Ferrandino e quello del centrodestra Domenico De Siano Consigliere provinciale e regionale del PDL. Al capezzale dello PSAUT di Ischia in questi giorni si sono recati solo alcuni giornalisti come il Direttore de “Il Dispari” Gaetano Di Meglio e il sottoscritto mentre Domenico Savio, segretario generale del PCIML in un lungo documento ha denunciato in merito il disimpegno egoista del popolo affermando: “l’accettazione passiva, la rassegnazione, la sudditanza ai potenti e la rinuncia all’azione, conseguenze riprovevoli di una cultura egoistica e opportunistica, dimostrano tutto lo squallore di un popolo che a stragrande maggioranza si dimostra incapace e complice della situazione esistente”. Nel mentre eravamo fuori all’ex clinica San Giovan Giuseppe, un cittadino ci ha raccontato che si è recato a pagare il ticket per una prestazione sanitaria e la macchinetta in cui aveva introdotto una banconota da cinquanta euro, non gli ha dato il resto di circa undici euro e per avere quanto gli spetta dovrà passare nei prossimi giorni: che vergogna!!!

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di Gennaro Savio
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