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CHIUDEVA I BAMBINI IN BAGNO PER PUNIZIONE, MAESTRA CONDANNATA


CHIUDEVA I BAMBINI IN BAGNO PER PUNIZIONE, MAESTRA CONDANNATA
15/10/2008, 17:10

Usava metodi eccessivamente punitivi nei confronti dei piccoli alunni, arrivando persino a relegarli, come castigo, in bagno con la porta chiusa e al buio. Per questo una maestra 54enne, in servizio all'epoca dei fatti in una scuola materna in Toscana, e' stata condannata in via definitiva a sei mesi di reclusione (con la sospensione condizionale della pena e la non menzione della sentenza nel casellario giudiziale) per abuso dei mezzi di correzione e disciplina. La Corte d'appello di Firenze, il cui verdetto e' stato confermato dalla sesta sezione penale della Cassazione, aveva infatti ritenuto fondate le dichiarazioni di alcuni genitori sul comportamento dell'insegnante: i loro bambini, avevano riferito i genitori, manifestavano evidenti segni di timore e di rifiuto della scuola. Anche un'ispettrice scolastica aveva assistito all'attivita' didattica dell'imputata verificando di persona le umiliazioni cui la docente sottoponeva i bambini "al di la' di ogni normale esigenza educativa e didattica". Contro la condanna, la maestra si era rivolta alla Suprema Corte lamentando, tra le altre cose, il fatto che i giudici del merito non avessero tenuto conto della testimonianza del direttore didattico da cui era emerso che le porte dei bagni non avevano chiave, e quindi i bimbi non potevano essere stati chiusi dentro. Per gli 'ermellini', pero', questo elemento non conta "posto che secondo quanto riferito da alcuni bambini - si legge nella sentenza n.38778 - la docente li aveva talvolta relegati per punizione al buio nel bagno 'chiudendo la porta', il che non implica affatto che la porta venisse chiusa a chiave". Per questo "appare incensurabile - conclude la Cassazione - l'affermazione di responsabilita' dell'imputata".

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di Vincenzo Rubano
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