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Il Santo Padre in visita alle fosse ardeatine

"Ciò che qui è avvenuto il 24 marzo 1944 è offesa gravissima a Dio''


'Ciò che qui è avvenuto il 24 marzo 1944 è offesa gravissima a Dio''
27/03/2011, 12:03

Roma - "Ciò che qui è avvenuto il 24 marzo 1944 è offesa gravissima a Dio, perché è la violenza deliberata dell'uomo sull'uomo. E' l'effetto più esecrabile della guerra, di ogni guerra, mentre Dio è vita, pace, comunione", è il monito lanciato dal Papa nel saluto pubblico sul piazzale delle fosse ardeatine, dopo aver reso visita al sacrario e alle tombe dei caduti, di quel massacro compiuto a Roma dalle truppe di occupazione della Germania nazista, ai danni di 335 civili e militari italiani, come atto di rappresaglia a un attacco partigiano contro le truppe germaniche avvenuto il giorno prima in via Rasella.
Benedetto XVI è giunto alle Fosse Ardeatine per commemorare il 67esimo anniversario dell'eccidio, accolto dal rabbino capo, Riccardo Di Segni, e dal presidente dell'Associazione nazionale delle Famiglie italiane dei martiri caduti per la libertà della patria, Rosina Stame, .
Per il Papa quell'eccidio fu: "l'effetto più esecrabile della guerra, di ogni guerra, mentre Dio è vita, pace, comunione", e poi ha rivendicato l'importanza di questo sacrario per il popolo italiano e soprattutto per i romani:"caro a tutti gli italiani, in particolare al popolo romano".

Il primo saluto di Benedetto XVI è stato per i familiari delle vittime e poi ha anche ricordato l'importanza di questo luogo della memoria nazionale anche in quest'anno in cui ricorre il 150° anniversario dell'unità d'Italia: "Sono venuto qui a pregare e a rinnovare la memoria,sono venuto a invocare la divina misericordia che sola può colmare i vuoti, le voragini aperte dagli uomini quando, spinti dalla cieca violenza, rinnegano la propria dignità di figli di Dio e fratelli tra loro.Come vescovo di Roma, vengo a rendere omaggio a questi fratelli, uccisi a poca distanza dalle antiche catacombe".
Presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta e il vicario di Roma Agostino Vallini, Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, figlio del colonnello Giuseppe, capo della resistenza militare romana giustiziato alle Ardeatine, che ha illustrato al Pontefice la struttura del sacrario, accompagnandolo lungo i cunicoli.

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di Zaccaria Pappalardo
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