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Il Garante: "E' un'emergenza da risolvere al più presto"

Cie di Ponte Galera, prosegue la protesta delle bocche cucite

"Passato il clamore mediatico, resta il dramma"

Cie di Ponte Galera, prosegue la protesta delle bocche cucite
30/01/2014, 17:57

ROMA - Continua la protesta dei 13 immigrati marocchini del Cie di Ponte Galera, che da sabato scorso si sono cuciti la bocca. Il loro obiettivo è quello di protestare contro i lunghi tempi di permanenza nel centro e le condizioni di vita all’interno della struttura. A partire da ieri, inoltre, oltre allo sciopero della fame i manifestanti hanno iniziato anche lo sciopero della sete. A darne l’annuncio è il Garante dei detenuti del Lazio, Angelo Marroni. “Quello che stanno vivendo queste persone è un’emergenza da risolvere al più presto. Le loro storie raccontano un vissuto di povertà ma anche di estrema dignità. Senza precedenti penali, sono agricoltori, piastrellisti, falegnami, meccanici, imbianchini, decoratori, idraulici. Qualcuno è anche laureato. E’ gente che nella vita ha lavorato duramente e che poi, con il caos seguito alle guerre della ‘primavera Araba’, ha visto spazzate via le proprie certezze ed ha guardato con speranza all’Europa”, ha detto il Garante.

“Passato il clamore mediatico, resta il dramma, la solitudine e la disperazione di queste persone – ha spiegato il Garante. Anche se le priorità dell’agenda politica sono maturate rispetto alla mobilitazione seguita alla protesta choc di Natale, spero che il Parlamento trovi tempo e forza per approvare le norme necessarie a porre fine a questa vergogna”.

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di Vanessa Ioannou
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