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Cilento, sequestro beni a società edile


Cilento, sequestro beni a società edile
24/06/2011, 12:06

A conclusione di una verifica fiscale, la Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli, su disposizione del Tribunale di Vallo della Lucania, ha eseguito il sequestro preventivo per equivalente di immobili, conti correnti e autovetture nei confronti degli amministratori di una società edile operante nel territorio cilentano, per un valore complessivo pari a oltre 750.000 euro.
L’attività ispettiva ha permesso di appurare che l’azienda aveva occultato l’esistenza di base imponibile per un importo di oltre 5 milioni di euro.
Le fatture riferibili ad operazioni inesistenti per un importo di circa due milioni di euro, hanno consentito di segnalare tre persone alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per gravissimi reati fiscali quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, la dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti, l’infedele dichiarazione, l’omessa dichiarazione e l’occultamento di documenti contabili.
L’attività ispettiva ha tratto origine dal controllo sul legittimo impiego dei finanziamenti concessi alla società per la realizzazione della specifica iniziativa concernente “la creazione di un nuovo impianto per la trasformazione del pescato e di specie ittiche allevate eccedentarie con l’impiego di tecnologia avanzata e nuove tecnologie gestionali”.
La tempestività nell’esecuzione delle attività di indagine ha permesso di bloccare la materiale erogazione dei finanziamenti concessi, evitando così l’innesco delle procedure di riscossione coattiva successiva che incontra sempre grosse difficoltà di applicazione.
L’utilizzo di fatture false permettevano la formazione di costi relativi ad operazioni inesistenti, inerenti alla realizzazione di opere strutturali e permettevano di poter conseguire un finanziamento in conto capitale di circa 1,5 milioni di euro, pari al 60% della spesa ammissibile, concessogli con decreto dalla Provincia di Salerno - settore attività produttive e politiche comunitarie, nell’ambito del POR Campania 2000/2006 - SFOP strumento finanziario di orientamento della pesca - asse 4, misura 44, sottomisura 7.
Per tali fatti, 9 responsabili sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria di Salerno per i reati di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche ai danni dello Stato di altri enti pubblici e della comunità europea, per indebita percezione di erogazioni a danno dello stato, nonché per falsità in scrittura privata ed uso di atto falso.
Il modus operandi della società capaccese, come peraltro già emerso in altre indagini analoghe svolte da altri reparti della provincia, era quello di servirsi, per conseguire la truffa nei confronti della CEE, di società prossime al fallimento, amministrate da soggetti pluriprotestati ed evasori totali, arrecando ancor maggior danno alle casse erariali.
Gli aiuti comunitari, cofinanziati dalla Regione Campania, che dovevano servire per lo sviluppo del territorio, aumentare l’occupazione nella provincia di Salerno, hanno costituito ancora una volta paradossalmente l’occasione per far arricchire imprenditori disonesti, depauperare le casse erariali e pregiudicare l’accesso ai finanziamenti ad imprese serie, che a volte vengono messe fuori per la carenza dei controlli amministrativi.

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di Redazione
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