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Cinquanta arresti per droga a Catania,ma in carcere non c'è posto


Cinquanta arresti per droga a Catania,ma in carcere non c'è posto
14/01/2010, 18:01

Oltre 50 persone arrestate ma per molte di loro il posto in prigione non c'é. E' emergenza carcere a Catania con la polizia che esegue tre ordinanze di custodia cautelare nell'ambito di una vasta operazione antidroga che coinvolge anche altre 5 regioni per 84 indagati, ma che non trova subito il posto per gli arrestati che erano in libertà: i due istituti penitenziari della città sono pieni. I magistrati mettono insieme tre inchieste per "fare pulizia e bonificare per il maggior tempo possibile la città", come spiega il procuratore capo Vincenzo D'Agata, ma poi "non ci sono i posti in carcere per gli arrestati". Soltanto in dieci degli oltre 50 arrestati restano a Catania: quattro nella casa circondariale di piazza Lanza e sei nell'istituto di Bicocca, due strutture che sono già stracolme, con circa 180 detenuti ciascuno in più del previsto. Gli altri sono stati distribuiti nelle prigioni di Siracusa, Augusta, Ragusa, Caltagirone, Enna, Caltanissetta e Messina. Strutture che i tre Gip di Catania dovranno visitare per interrogare gli indagati. "E' stata una notte di grande lavoro - sottolinea il sostituto procuratore della Dda etnea, Francesco Testa - e le ordinanze si sono potute eseguire soltanto grazie alla fattiva collaborazione con il Dipartimento per l'amministrazione penitenziaria. La situazione è grave: se arrestiamo qualcuno dobbiamo poi cercare, in collaborazione con il Dap, dove metterle. Per fortuna che la situazione di difficoltà delle strutture penitenziarie, legata a atavici problemi, potrà essere superata con il nuovo piano carceri". L'allarme carcere rischia di fare passare sotto traccia un'inchiesta che, grazie alle indagini della squadra mobile della Questura di Catania, ha permesso di sgominare tre organizzazioni che, secondo l'accusa, gestivano un vasto traffico di droga a Catania e nella sua provincia. I canali di approvvigionamento sono stati individuati a Napoli, a Scampia, da dove partiva soprattutto la cocaina. Il 'contatto' è ritenuto Eduardo De Sarno, 46 anni, che è stato arrestato anche per detenzione di armi, perché trovato in possesso di una rivoltella. Un giro d'affari che la Procura definisce "vorticoso". E il capo della squadra mobile di Catania parla di un "incasso da 30 mila euro al giorno per piazza in cui si spaccia". I tre gruppi, rivali tra di loro, non avevano zone di competenze: erano concorrenti ma non si facevano la guerra, nonostante presunti contatti con esponenti di tre clan tra loro 'nemici': i Cappello, i Cursoti milanesi e i Santapaola. La polizia ha sequestrato anche diverse partite di droga e anche armi, in uso agli indagati. A scopo preventivo sono stati messi i sigilli a una lussuosa villa a Catania e a diverse auto in uso a alcuni degli indagati. Tra gli indagati dell'operazione antidroga Ouverture della Dda della Procura etnea ci sono anche un ex appuntato dei carabinieri, Vincenzo Catalano, 47 anni, e un impiegato del Comune di Catania, Mario Giuffrida, di 48. L'ex militare dell'Arma, già detenuto nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, era stato arrestato nel 2006, perché sorpreso in possesso di 3,7 chilogrammi di cocaina. Giuffrida è stato invece arrestato perché considerato il basista della rapina commessa il 10 gennaio del 2006 all'ufficio accettazione trasporti pubblici del Comune, che fruttò un bottino di circa 36 mila euro. Tra gli arrestati anche una donna di 50 anni, Marinella Cardia, che è stata bloccata dalla polizia in carcere, dove si era recata per un colloquio con un figlio detenuto.

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di Redazione
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