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Circoli Ambiente: "La verità sulla chiusura delle centrali nucleari in Giappone"


Circoli Ambiente: 'La verità sulla chiusura delle centrali nucleari in Giappone'
14/05/2012, 15:05

Secondo alcune Agenzie di stampa ed alcuni media italiani, Il Giappone starebbe per rinunciare al nucleare civile poiché la Azienda Hokkaido Electric Power (Hep), società responsabile dell'impianto nucleare di Tomari, sabato 5 maggio ha spento, per regolare manutenzione, il reattore n. 3. Ciò invece significa solo che il Governo giapponese ha deciso di chiudere temporaneamente tutti gli impianti nucleari per la esecuzione di operazioni straordinarie di manutenzione al fine di potere garantire maggiore sicurezza operativa. Dopo Fukushima il Governo Giapponese aveva ordinato di eseguire su tutte le centrali nucleari giapponesi i cosiddetti “stress tests” ossia le prove di dimostrazione di superamento di sollecitazioni particolarmente severe. Sembra che alcune centrali nucleari giapponesi non abbiamo superato brillantemente la simulazione delle sollecitazioni applicate. I Responsabili Governativi hanno preso o devono pendere una decisione abbastanza cruciale: riparare le strutture danneggiate delle suddette centrali oppure procedere alla loro chiusura, smantellamento e dismissione.

Per eseguire la scelta della migliore soluzione si applica la procedura standard prevista dai protocolli nucleari in tutto il mondo e quindi si valuta la situazione in base a criteri di costi/benefici. Risulta arduo pensare che il Giappone abbia preso oppure stia per prendere la decisione drastica di abbandonare il comparto del nucleare come alcune malelingue, abili solo nel Gossip, hanno tentato di fare capire agli italiani.

Questa filosofia politica e l'etica applicata dal Governo giapponese di controlli a tappeto assume sonora validità e concretezza di “governance” che depone a favore della serietà dell'approccio alla sicurezza nucleare giapponese. Basterà aspettare per potere osservare la razionalità delle decisioni che certamente il Governo Giapponese prenderà.

Recentemente il Governo tedesco ha valutato la opportunità di acquisire almeno altre tre (3) centrali nucleari di nuova generazione. Dal punto di vista degli aspetti sociali e di costume il comportamento degli italiani dopo il terremoto e lo tsunami a Fukushima lascia molto a desiderare.

In contrasto al dolore, alla paura, alla grande dignità e alla grande dimostrazione di sapienza e conoscenza da parte del popolo giapponese, in Italia, abbiamo assistito ad una serie di effetti scomposti, connotati da comportamenti del tutto irrazionali mossi dall'onda della emotività.

Tutti sono stati costretti ad affrontare lo stato di paura determinato da visioni di morti prodotti da effetti diretti del terremoto (distruzione di case, palazzi, treni deragliati, navi inabissate, dighe cadute ecc) che subito sono state contati pari a circa 30000. A tutt'oggi, gli effetti biologici diretti della radioattività non hanno prodotto morti conteggiati e ben identificati. In altre parole continua la azione di innesco di paura nel popolo italiano.

Il popolo italiano non vuole affrontare il mondo moderno con approccio tecnico e scientifico ma preferisce rimanere nella vita medioevale basata sulle credenze di miti e leggende, di streghe e stregoni.

Organizzazioni intellettuali quali “I Circoli dell'Ambiente e della Cultura Rurale” non trovano razionale essere contrari alla diversificazione della produzione di energia. La passata proposta di ripartizione di energia del 50% (origine fossile) 25% (origine nucleare ossia industrialmente rinnovabile) e 25% (origine naturalmente rinnovabile ossia solare, eolico ma anche geotermico, idraulico e biomassa) rimane sempre la più valida e la più razionale. Il nuovo attore è lo “shale” gas che si propone senza alcuna garanzia di sicurezza degli approvvigionamenti. Così, le componenti rinnovabili continuano ad essere estremamente costose, inefficienti e a basso ritorno energetico. Solo l'accettazione di una percentuale di fabbisogno nazionale dell'ordine del 25% di energia rinnovabile costituisce un grande salto di qualità e di democrazia. In sintesi, solo un cosiddetto mix energetico razionale ed armonizzato con tutti e tre i tipi di fonti energetiche suddette, può garantire il superamento della crisi energetica e quindi economica ed ambientale che caratterizza lo stato di paura italiano.

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di Redazione
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