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Circoli Ambiente sul Nucleare: "il governo non faccia retromarcia"


Circoli Ambiente sul Nucleare: 'il governo non faccia retromarcia'
21/03/2011, 10:03

"Il video delle lacrime di Akio Komiri, Director Managing di TEPCO che si scusa in diretta televisiva per la gestione dell’affaire Fukushima ed ammette il pericolo reale di radiazioni letali che sono fuoriuscite dalla centrale nucleare, ha fatto il giro del mondo.". “Ritengo grave il comportamento del Governo Giapponese: sapeva già da giorni che il livello di pericolo era più alto del quarto grado dichiarato ed ha omesso di dire la verità oppure c’è stato un aggravamento della situazione? Quanto accaduto rende inevitabile una profonda riflessione, purché essa non sia una brusca frenata dettata da una cieca emotività: bisogna scegliere con la testa e non con il cuore”. Sono le parole di Alfonso Fimiani, Presidente dei Circoli dell’Ambiente e Portavoce dei Comitati dell’Astensione, il quale specifica: “Riflessione non vuol dire necessariamente rallentamento: i dati di fatto sono che in Italia non è ipotizzabile un cataclisma come quello che ha colpito il Giappone e che le centrali di terza generazione avanzata sono molto più sicure di quella di Fukushima, di seconda generazione; ma è altrettanto reale e concreto che quanto accaduto nel Paese del Sol Levante è una macchia indelebile sulla storia dell’atomo, poiché questo incidente non è frutto di un folle esperimento come a Chernobyl, ma di una falla nella sicurezza”. Nel 1987 il disastro di Chernobyl spinse l’Italia a compiere la scelta, unica nazione del G8, di rinunciare al nucleare, ma senza creare i presupposti per poterlo fare. “La situazione emozionale post-Fukushima è la medesima del 1987. Il problema è che anche la situazione di fatto è la stessa: l’Italia non può fare a meno del nucleare perché non ha ancora, 24 anni dopo, individuato l’alternativa, perché ancora oggi un’alternativa credibile non esiste in tutto il Mondo! Berlusconi non faccia come Goria! L’attuale Governo, come ogni Governo responsabile, non può e non deve guardare alle elezioni, ma solo ed esclusivamente al bene dell’Italia: cosa conta vincere un’elezione in un Comune od in una Provincia, fossero anche Napoli e Milano, a fronte dell’indipendenza energetica ed economica dell’intera Nazione? Ci vorrà tempo, ma un giorno gli Italiani capiranno e saranno grati, come sono grati gli Statunitensi, i Francesi, i Tedeschi e gli altri popoli a chi, dopo Chernobyl, non spense la luce”.

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di Redazione
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