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Decreto crediti

Cisl: "Selezione regionale di dubbio profilo costituzionale"

Sbarra: "Chiediamo l'immediata modifica dei provvedimenti"

Cisl: 'Selezione regionale di dubbio profilo costituzionale'
25/05/2012, 11:05

"Le decisioni assunte dal Governo con i quattro decreti attuativi sulla 'disciplina dei rapporti di credito e debito tra pubblica amministrazione e imprese fornitrici', prevedono di escludere dal perimetro di applicazione della normativa le Regioni sottoposte ai piani di rientro dal deficit della sanità, fra le quali Campania, Lazio, Molise e Calabria". Lo dice il segretario confederale delle Cisl, Luigi Sbarra, aggiungendo che "se confermate, queste linee, assunte in nome del vincolo di salvaguardia del patto di stabilità, non solo aggirano l`obbligo morale delle amministrazioni pubbliche di far fronte celermente ai pagamenti dovuti alle imprese, come chiede anche l`Unione Europea, ma rischiano di far piovere sul bagnato". "La carenza di liquidità - prosegue - rappresenta oggi un problema drammatico, soprattutto in regioni, come quelle meridionali, che stanno soffrendo terribilmente il peso della crisi con difficoltà evidenti di accesso al credito e con un sistema di piccole e medie imprese già in sofferenza sul fronte della competitività, la ricerca e l'innovazione. Non crediamo sia tollerabile, in una fase di riscossione spietata delle imposte e contributi, che crea difficoltà insormontabili alle piccole imprese anche creditrici rispetto al pubblico, scaricare sulle stesse il peso di deficit sanitari regionali di cui non sono responsabili". "Inoltre - conclude - non si tiene in alcun conto lo sforzo in atto in diverse regioni di progressivo rientro del deficit sanitario nei confini del patto di stabilità. In definitiva siamo in presenza di provvedimenti necessari e dovuti alle imprese che attuano una selezione regionale inutilmente punitiva e di dubbio profilo costituzionale"
 "La Cisl quindi - conclude Sbarra - si schiera decisamente con le Istituzioni regionali, le rappresentanze associative ed i territori che chiedono con forza la modifica immediata, in senso inclusivo, dei provvedimenti emanati dai Ministeri dell'Economia e dello Sviluppo Economico''.

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di Anna Carla Broegg
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