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Cisl: un patto fiscale in sette punti


Cisl: un patto fiscale in sette punti
27/11/2009, 16:11


NAPOLI - «È necessario un nuovo patto fiscale che punisca chi evade e riduca la tassazione sulle fasce più deboli – afferma Gianpiero Tipaldi, Segretario Generale Cisl Napoli – Non è concepibile che il 90% delle risorse del gettito fiscale derivino dai redditi di lavoratori e pensionati. Bisogna intervenire con un piano nazionale e locale attraverso sette direttrici: riduzione del carico fiscale; sostegno alla famiglia; incentivazione del secondo livello contrattuale con la detassazione; lotta all’evasione fiscale; fisco premiale per le imprese che non riducono l’occupazione; tassazione di rendite e patrimoni; federalismo fiscale. Dobbiamo diventare protagonisti di una stagione di svolta. Sul piano locale qualche giorno fa, la Cisl, insieme a Cgil e Uil, ha portato a casa un’importante vittoria in merito alla riduzione della Tarsu. Sono infatti aumentati i fondi riservati alle famiglie disagiate che sono passati dai 2,5 milioni di euro inizialmente previsti a 6milioni di euro. Ma non basta, occorre fare di più».
«In Italia abbiamo la tassazione sul lavoro dipendente più alta d’Europa, contemporaneamente il 34% della popolazione nel nostro Paese dichiara meno di 10mila euro l’anno e solo lo 0,98% dichiara più di 100mila euro l’anno – aggiunge Paolo Mezzio, Segretario Confederale Cisl Nazionale delegato alle Politiche Organizzative intervenuto a Napoli - Questa fascia di elusione va stanata. Insieme ai rappresentanti di Confindustria e di tutte le Associazioni datoriali di Artigianato, Agricoltura, Commercio e Cooperative, nonché insieme ai rappresentanti delle Associazioni di ispirazione cattolica - Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani (Acli) e Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) – dobbiamo creare un tavolo in cui si individuino gli sprechi della spesa pubblica, le inefficienze e le ruberie. Dobbiamo avviare un percorso comune, partendo dalla consapevolezza che senza il mondo rappresentativo la democrazia non potrebbe essere tale. Tutte queste risorse, insieme ad una lotta all’evasione più forte, dovranno servire a tagliare le tasse asfissianti che lavoratori e pensionati sono costretti a pagare. E soprattutto il Governo deve tornare ad occuparsi del Mezzogiorno, la cui crisi sta distruggendo il sistema economico, come dimostrano anche i dati diffusi ieri dalla Banca d’Italia».

Sono questi alcuni dati e alcune proposte emerse questa mattina a Napoli, al Tiberio Palace Hotel, durante il confronto pubblico sul patto fiscale che la Cisl ha messo in atto in tutta Italia. Sono intervenuti anche i rappresentanti delle Associazioni Datoriali di Industria, Artigianato, Commercio, Cooperative ed Agricoltura – Acen, Ascom, Casartigiani, Compagnia delle Opere, Confcooperative, Movimento Cristiano Lavoratori e Unione Industriali – che hanno condiviso ed in alcuni casi rilanciato le questioni proposte dal sindacato.

Al centro delle tematiche anche la lotta ai paradisi fiscali. Sono oltre 1.500 i cittadini campani residenti in paradisi fiscali che sono oggetto di esame da parte dell’Agenzia delle Entrate. In testa c’è la provincia di Salerno con 576 soggetti, seguita da Avellino con 402, Napoli con 341, Caserta con 138 e Benevento con 84.

La manifestazione, promossa dalla Cisl nazionale, ha affrontato il tema “Aiutare la famiglia: meno tasse per lavoratori e pensionati”.

Varie iniziative si sono tenute anche a: Avellino e Caserta, dove si è svolta una conferenza stampa, Benevento dove l’incontro con la stampa si è avuto dopo un presidio in prefettura.

A Salerno si è svolto l’esecutivo Cisl con le conclusioni di Lina Lucci, Segretario Generale Cisl Campania, che ha dichiarato: «Sul fisco bisogna voltare pagina, anche su base regionale. Basti pensare all’ultimo bilancio che risulta ingessato. Abbiamo chiesto la riduzione dell’addizionale Irpef e la revisione delle tariffe per pensionati con redditi fino a quindicimila euro, disoccupati, lavoratori in cassa integrazione e in mobilità, famiglie in grave difficoltà economica e non autosufficienti. Bisogna ridurre anche l’Irap – che in Campania è la più alta d’Italia – per le imprese in difficoltà. Se in tempi brevi non ci dovessero essere risposte, la Cisl è pronta allo sciopero generale contro la Regione».

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di Redazione
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