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Città della Scienza: Basta con le “passerelle”, servono fatti e risposte concrete


Città della Scienza: Basta con le “passerelle”, servono fatti e risposte concrete
12/04/2013, 17:16

I fatti criminosi  che hanno distrutto la città della scienza, aldilà dello sdegno e della rabbia che hanno suscitato in tutto il paese e la voglia di riscatto e di riprendere le attività da parte di tutto il personale, stanno facendo emergere ancora una volta la prassi che si è già consolidata in altre occasioni simili. Decine di passerelle di politici e rappresentanti delle Istituzioni a tutti i livelli,  i quali si sono mostrati disponibili a rendere operativi i necessari interventi per ricostruire  Città della Scienza, ma allo stato i fondi necessari per ripartire non si vedono. Cosa più grave è che le lavoratrici e i lavoratori aspettano gli stipendi da oltre 12 mesi, affrontando sacrifici enormi e nonostante ciò hanno sempre garantito con il loro lavoro che non si fermassero le attività. Decine di famiglie ridotte praticamente  sul lastrico, grazie ad una situazione che era ben nota a tutti da oltre un anno, riconducibile essenzialmente alla mancata erogazione dei contributi previsti. E’ giunto il momento di dire basta, qualsiasi  progetto di ricostruzione, non può essere credibile se non si risana questa inaccettabile situazione, se non si restituisce ai lavoratori, la possibilità di riprendere a vivere e di dare serenità alle loro famiglie. Domani torneranno a Città della Scienza il Presidente del Senato Grasso e il Ministro Profumo, riteniamo sia doveroso da parte loro garantire l’erogazione immediata ,dei fondi relativi all’accordo programma 2008 che ammontano a 1,6 ML Euro, che hanno terminato gli iter previsti dalla Legge, inseriti nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana nr°73 del 27 marzo 2013, ancora oggi non sono stati erogati. Serve assicurare e garantire l’erogazione in tempi rapidi di TUTTI gli stanziamenti necessari alla ricostruzione, a partire dai bisogni dei lavoratori, visto che sono loro le fondamenta principali della nuova struttura. In assenza di queste garanzie sarà inevitabile il ricorso a tutte le necessarie iniziative di lotta.

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di Redazione
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