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Sequestri di persona e fatti delittuosi tra i reati

Clan Ciarelli-Di Silvio smantellato dalla Polizia di Stato


Clan Ciarelli-Di Silvio smantellato dalla Polizia di Stato
12/08/2010, 09:08

Il clan Ciarelli- Di Silvio ha subito un nuovo duro colpo. Stamattina all’alba, al termine delle indagini svolte dalla Squadra Mobile di Latina e coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato per contrastare le attivita' criminali del clan Ciarelli-Di Silvio, protagonista negli ultimi mesi di gravi fatti delittuosi, in esecuzione di un' ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip presso il Tribunale di Latina, sono stati arrestati Ferdinando Ciarelli di 28 anni, Carmine Di Silvio di 37 anni, Pasqualino Di Silvio di 22 anni, Vincenzo Falzarano di 27 e Fabio Di Stefano di 19 anni.
Tutti devono rispondere dei reati di sequestro di persona, estorsione e lesioni personali nei confronti di alcuni giovani del capoluogo colpevoli, a detta degli arrestati, di essere stati amici di Fabio Buonamano, il pregiudicato ucciso il 26 gennaio per il cui omicidio sono stati arrestati Giuseppe Di Silvio detto “Romolo” e Costantino Di Silvio detto “Patatone”.
Le indagini hanno consentito di accertare che gli indagati, dopo aver sequestrato e malmenato alcuni giovani di Latina, alcuni dei quali sono stati gettati nel letame dopo essere stati rinchiusi in una stalla, li hanno costretti a versare ingenti somme di denaro, con la minaccia che altrimenti avrebbero attentato alla loro vita.
I fatti si sono susseguiti per alcuni mesi, fino a che, sulla base di quanto accertato in sede di investigazioni dalla Polizia, alcune vittime si sono convinte a rompere il muro di omertà e raccontare delle minacce e delle gravi intimidazioni subite, permettendo di individuare uno spaccato di particolare gravita' nel quale operano gli esponenti delle famiglie Ciarelli e Di Silvio.
Poco più di un mese sono stati arrestati altri elementi del clan: Carmine, Ferdinando e Pasquale Ciarelli ed il ventenne Andrea Pradissito per usura ed estorsione aggravata. Poi gli accertamenti e le indagini hanno avuto un prosieguo da parte della Squadra Mobile di Latina.
In particolare l’inchiesta ha puntato a far emergere, da una parte, altri casi analoghi, dal momento che le intercettazioni hanno consentito di verificare che soggette alle pressioni del clan erano almeno altre dieci vittime; dall’altra, e sembra questo il filone più scottante, a verificare il ruolo di copertura offerto da avvocati, medici, commercialisti e imprenditori che in vario modo hanno favorito le attività del clan.
 

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di Elisabetta Froncillo
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