Cronaca / Nera

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Michele Visiello era l'omicida del clan

Clan Gallo, a processo il cognato del boss


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Clan Gallo, a processo il cognato del boss
30/01/2010, 13:01

TORRE ANNUNZIATA – Giudizio immediato per Michele Visiello. È questo il responso dei giudici del Tribunale di Torre Annunziata che la prossima settimana, senza passare per l’udienza preliminare, giudicheranno l’affiliato al clan Gallo. O meglio, più che un affiliato. Perché Visiello, 45anni di Torre Annunziata, era nientemeno che il cognato del ras Francesco Gallo. Una sorta di mano fidata della famiglia, su cui ricadevano “importanti incarichi risolutori”. Sarebbe a dire minacce fisiche e omicidi, compiti che rientravano con normalità nelle facenze dell’arrestato. Almeno fino allo scorso luglio 2009, quando Michele Visiello venne tratto in arresto dai carabinieri della compagnia di Torre Annunziata. L’accusa era il tentato omicidio di Francesco Amoruso, figlio del boss rivale dei Valentini. Un lavoro complicato, che avrebbe potuto accendere una faida interna senza esclusione di colpi e che Francesco Gallo aveva deciso di affidare al suo fido cognato-omicida. Al tempo, efficace fu l’azione investigativa dei carabinieri. Le forze dell’ordine, consapevoli che importanti risvolti erano in vista, decisero di allestire delle microspie nei penitenziari dove erano detenuti alcuni esponenti del clan Gallo. Dal carcere si decise l’omicidio del figlio del boss rivale, poi pestato a sangue e in fin di vita per giorni all’ospedale Cardarelli di Napoli. Lo stesso ospedale dove le forze dell’ordine captarono un colloquio padre-figlio in cui il giovane, dopo essersi ripreso, riconosceva i suoi aggressori. Tra questi, Michele Visiello, arrestato appunto nel mese di luglio. Il primo arresto di una lunga serie che ha portato alla decapitazione del clan Gallo nei mesi scorsi. Ora i processi. Per Visiello, residente nel rione Penniniello, covo del clan, si prospetta la mano dura della giustizia.

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di Salvatore Formisano
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