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Intrecci e legami per riciclare i soldi della droga

Clan Gallo: professionisti coinvolti negli affari illeciti


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Clan Gallo: professionisti coinvolti negli affari illeciti
27/01/2010, 14:01

TORRE ANNUNZIATA - Il clan si serviva di professionisti e consulenti per l’apertura di ristoranti, locali notturni e pub per riciclare i proventi del traffico di stupefacenti. Proseguono le indagini dopo l’operazione Pandora, messa a segno dal gruppo investigativo criminalità organizzata della guardia di finanza, supportato dal reparto operativo speciale dei carabinieri che ha decapitato la settimana scorsa il clan Gallo-Limelli-Vangone, operante nel vesuviano.
81 ordinanze di custodia cautelare, decine di perquisizioni e sequestro di beni nei confronti della cosca dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, nonchè ad estorsioni, anche attraverso l’uso delle armi. I provvedimenti giudiziari sono stati emessi dal gip di Napoli a seguito di indagini svolte anche con intercettazioni telefoniche ed ambientali, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Le fiamme gialle partenopee hanno ricostruito tutti i canali utilizzati dall’organizzazione per riciclare i proventi dei traffici illeciti. Secondo le accuse della Direzione distrettuale antimafia, professionisti e consulenti si occupavano delle procedure per il rilascio delle autorizzazioni per le attività gestite dalla cosca. Spunta il nome di Agostino Balzano, 43enne a cui il boss Giuseppe Gallo aveva dato il compito di tenere rapporti con un avvocato, il consulente finanziario del clan che faceva da tramite con il Comune per l’apertura di attività commerciali e locali. Intrecci e legami che permettano ai vertici del clan di agire indisturbati e di non avere problemi nel reperire risorse economiche e risolvere questioni di carattere burocratico. Balzano gestiva insieme ad un altro imprenditore, Antonio Maresca, ora collaboratore di giustizia, una società di prodotti alimentari, la holding della famiglia Gallo. Maresca inizialmente era considerato il referente per le operazioni finanziarie della cosca, un ruolo successivamente passato a Balzano. Un sistema che nel corso degli anni ha permesso al clan Gallo di creare un vero e proprio impero finanziario attraverso il riciclaggio del denaro ricavante dal traffico di droga. Secondo la Direzione distrettuale antimafia è già emerso nei giorni scorsi come il riciclaggio di denaro era reso possibile grazie a personali conoscenze nella filiare dell’istituto di credito bancario San Paolo Imi, in viale Manfredi a Torre Annunziata. La banca era un punto di riferimento per il clan che attraverso la conoscenza di un’impiegata, sarebbe riuscito tra il 2004 ed il 2005 a cambiare milioni di euro.

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di Antonella Losapio
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