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Sequestrato l’oro del superboss Giuseppe Gallo

Clan Gallo, un tesoro da 400mln di euro


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Clan Gallo, un tesoro da 400mln di euro
22/01/2010, 15:01

TORRE ANNUNZIATA – Quattrocento milioni di euro. A tanto ammonta il tesoro del superboss Giuseppe Gallo, arrestato martedì dalla guardia di finanza di Napoli e dal reparto speciale dei carabinieri nell’operazione soprannominata “Pandora”. Il capo della più importante organizzazione malavitosa di Torre Annunziata, che gestiva gli affari anche delle famiglie Vangone-Limelli, controllava la sua macchina perfetta in qualità di boss tra i più ricchi d’Europa. L’oro del clan era suddiviso in conti correnti, investimenti esteri e depositi. Un milione e mezzo di euro su un conto personale a Salerno, 150mila euro di titoli nella borsa di Hong Kong, e poi orologi di valore e migliaia di gioielli. Tutto di proprietà di una mente lucida e perfetta, capace di accordi internazionali per carichi di droga che facevano gola ai clan esteri. Giuseppe Gallo era questo, e il suo segreto stava nella capacità di tenere unito e zitto il gruppo di affiliati, con dei premi in contanti, la tredicesima natalizia e qualche aumento di guadagni settimanali. Quasi come un padre, o un bonario datore di lavoro. Al suo fianco, i perni della squadra erano la madre, Rosaria Vangone, e la compagna, Annalisa De Martino. Ruolo importante anche per il suocero, Mario de Martino, che si occupava dei rapporti diplomatici, con le talpe del clan, presenti in tribunale. Poi una lunga lista di uomini, a cui venivano assegnate deleghe al pizzo e all’armamentario. Forze umane anche a difesa della roccaforte. I “soldati” del clan venivano retribuiti per difendere la cosca da blitz improvvisi delle forze dell’ordine.
Di quella squadra compatta non ne è rimasto più nulla. O meglio, ne sono rimasti in quattro. Perché agli ottantuno arresti messi a segno martedì, i carabinieri della compagnia di Torre Annunziata hanno aggiunto ieri un altro tassello. L’ottantaduesimo nome porta la firma di Raffaele Verdezza, 56enne affiliato al clan, che era riuscito a sfuggire tre giorni fa al maxiblitz delle forze dell’ordine. Nella serata di ieri i carabinieri agli ordini del comandante Luca Toti lo hanno sorpreso mentre passeggiava in via Vesuvio, strada del centro cittadino. Alla vista dei carabinieri, Verdezza non ha opposto resistenza. Anche per lui l’accusa è di associazione a delinquere di stampo mafioso.

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di Salvatore Formisano
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