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Clan Iacomino-Birra: 6 ordinanze di custodia in carcere


Clan Iacomino-Birra: 6 ordinanze di custodia in carcere
13/02/2010, 15:02

Questa mattina il commissariato della Polizia di Stato di Portici e la Tenenza dei Carabinieri di Ercolano hanno congiuntamente eseguito la ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere emessa dal G.i.p., presso il Tribunale di Napoli a carico di:

1 Anna Ascione, nata a Ercolano il 28.05.1944, alias “a’Francese”, pregiudicata;
2 Giovanna Scognamiglio, nata a Ercolano il 17.07.1964, alias “a’ figlia da Francese”;
3 Luciano Viola nato a Ercolano il 30.07.1955
4 Antonio Viola nato a Cercola il 06.04.1985
5 Vincenzo Viola nato a Ercolano il 27.06.1962 alias “o’chauffeur”, pregiudicato;
6 Nicola Scognamiglio, nato a Ercolano il 08.06.1963, pregiudicato.

Le predette persone, legate tra loro tra vincoli di parentela e affinità, rispondono di molteplici episodi di usura ed estorsione realizzate, con aggravante della modalità mafiosa, in danno di soggetti residenti nel comune di Ercolano ed in quelli limitrofi.
In particolare, tutti e sei i destinatari del provvedimento custodiale, avvalendosi dell’esistenza di rapporti familiari e personali con esponenti del clan”Iacomino-Birra”, dopo aver imposto alle vittime il pagamento di interessi esorbitanti, oscillanti tra il 15 ed il 20% mensili, e prospettando l’intervento violento di esponenti della Criminalità organizzata, costringevano le vittime stesse ad onorare i debiti assunti anche a mezzo degli interi propri patrimoni.
Le indagini, condotte da Polizia di Stato e Carabinieri con il coordinamento della D.D.A. della Procura della Repubblica di Napoli, hanno rivelato molteplici vicende usurarie protrattesi, in alcuni casi, per quasi 20anni.
Particolarmente significativo appare il caso di una donna ormai anziana, classe 1928 che dopo aver contratto circa 20 anni addietro l’originari debito al fine di sostenere le spese per l’adozione di una nipote rimasta orfana, e dopo aver quasi ininterrottamente versato interessi era stata infine costretta a consentire la riscossione diretta da parte degli indagati della propria pensione, ritrovandosi conseguentemente a vivere in stato di assoluta indigenza, addirittura senza le forniture di luce e gas tagliate per morosità.

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di Redazione
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