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Clan Polverino, scoperto covo in una villa a Marano di Napoli


Clan Polverino, scoperto covo in una villa a Marano di Napoli
24/11/2011, 12:11

I Carabinieri del nucleo Investigativo di Napoli, continuando le indagini sul clan “Polverino”, hanno perquisito la villetta su via Benedetto Croce di Salvatore Simioli, 44enne, arrestato e detenuto dal 3 maggio, ritenuto affiliato al clan, rinvenendo nel sotto tetto della casa, attualmente abitata dalla madre, al quale si accedeva da 2 ingressi tramite una carrucola con telecomando o con una scala da una porta a 5 metri di altezza, una vera e propria abitazione. Le indagini sul clan lo scorso 3 maggio portarono all’arresto di 39 affiliati ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, tentato omicidio, estorsioni, usura, detenzione illecita di armi, traffico e spaccio di stupefacenti, trasferimento fraudolento e possesso ingiustificato di valori nonché di reinvestimento di capitali di provenienza illecita in attività imprenditoriali, immobiliari, finanziarie e commerciali e, nei mesi successivi, alla cattura di altri 6 affiliati riusciti a sfuggire al blitz. Si ritiene che gli spazi scoperti oggi nella casa di Simioli possono essere considerati un rifugio a disposizione del clan atteso che gli ingressi erano nascosti e che il covo era sorvegliato con un sofisticato sistema di video sorveglianza con varie microtelecamere. All’interno i militari dell’arma hanno rinvenuto e sequestrato 78 grammi di hashish, 204 grammi di marijuana e un giubbotto antiproiettile. Inoltre, celato da un mobile, è stato individuato un posto che avrebbe potuto ospitare una persona, un nascondiglio nel nascondiglio… Gli arresti degli affiliati al clan sono stati eseguiti nel corso di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli dal 2007 a oggi, anche con la cooperazione dell'UCO (Unidad Central Operativa) della Guardia Civil spagnola. Durante le investigazioni sono stati identificati capi e gregari del clan che, a partire dall'hinterland a Nord di Napoli, ha il controllo di attività imprenditoriali e commerciali in Italia e in Spagna e gestisce un grosso traffico di stupefacenti dalla Spagna all’Italia per il rifornimento delle “piazze di spaccio” in mano a vari clan del capoluogo campano. Dopo il blitz contro i “Polverino” i CC hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo chiesto a carico di personaggi ritenuti affiliati e/o prestanome del clan che controlla attività imprenditoriali e commerciali in Italia (a Napoli e provincia) e in Spagna (a Barcellona, Alicante e Malaga). A conferma della scelta di dirigere le indagini in via prioritaria verso l’aggressione ai patrimoni, ormai operata in maniera costante anche attraverso la contestazione di singole ipotesi di reato per intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, i militari dell’Arma hanno finora sequestrato: - 106 appezzamenti di terreno; - 175 appartamenti; - 19 ville; - 18 fabbricati di vario genere; - 141 locali tra box auto, negozi e magazzini; - 43 società (di capitale, cooperative, aziende agricole, supermercati, alberghi, ristoranti, bar, panifici, gioiellerie, negozi vari); - 14 imprese individuali; - 117 autovetture; - 62 autocarri; - 23 motocicli, del valore complessivo stimato un miliardo di euro. Si tratta di attività commerciali e imprenditoriali, nonché più in generale beni che comprovano la centralità assunta dai Polverino nello scenario criminale campano e la sua pervasiva capacità di infiltrazione nel mondo economico e imprenditoriale, per il controllo in regime pressoché monopolistico della produzione e/o distribuzione in numerose zone della provincia di prodotti alimentari (farine, pane, carni - pollame e bovini-, uova, caffè) nonché di rilevantissime attività nel settore delle costruzioni edili e del calcestruzzo, tutte sostenute grazie al riciclaggio del denaro proveniente dal traffico di stupefacenti che vede il gruppo camorristico operare costantemente sull’asse Marano-Spagna meridionale.

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di Redazione
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