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Un blitz ha portato alla luce inquietanti verità su pentiti

Clan Sarno: torture, interrogatori e morte per i traditori

In molti casi le retate avvenivano col consenso dei parenti

Clan Sarno: torture, interrogatori e morte per i traditori
04/06/2012, 20:06

NAPOLI - Strano. Le organizzazioni criminali si macchiano di delitti e reati tremendi andando contro la legalità continuamente eppure le loro leggi interne sono severissime e non ammettono sbagli. Coloro che tradiscono o contravvengono agli ordini sono così puniti e sottoposti a torture tremende . Il clan Sarno non fa eccezione e per i propri adepti che decidevano di pentirsi alla vita criminale e di diventare collaboratori di giustizia erano pronti interrogatori, torture e massacri senza pietà e, come spesso capita in queste realtà deviate, in taluni casi con l’assenso dei familiari.
Per queste motivazioni i capi del clan camorristico avevano decretato la sentenza a morte  per quattro dei “traditori” negli anni che vanno tra il '94 ed il 2002 e dei cui omicidi si e' fatta luce con l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per 15 affiliati della cosca portata a termine dai carabinieri di Castello di Cisterna in provincia di Napoli.
I racconti che ne sono derivati lasciano l’amaro in bocca da diversi punti di vista per l’indicibile violenza di cui l’uomo riesce a macchiarsi pur sapendo che facendo parte di una mentalità contorta e mafiosa prima o poi quella violenza che sta infliggendo alla vittima di turno, che un tempo è stato suo “collega”, un giorno non molto lontano sarà riproposta su di lui.
Ecco le vittime. Mario Scala è una delle vittime dell’epurazione, vendeva eroina per conto del clan, il tronco e diverse parti del corpo furono trovati carbonizzati il 3 dicembre del '94 in contenitori per la raccolta dei rifiuti a Varcaturo ma il cadavere risultò così irriconoscibile da far pensare che potesse appartenere ad una donna. Prima della morte l’uomo fu interrogato e torturato. L'esame autoptico svelò il mistero.
Anna Sodano scomparve il 29 gennaio del '98 dall'hotel Executive di Napoli dove attendeva di essere trasferita in una località protetta per la sua collaborazione dopo l’interrogatorio da parte dei capi fu uccisa ma il suo corpo non è stato ritrovato. Fu invece ritrovato il corpo del compagno Gennaro Busiello ucciso a Napoli il 18 marzo del 2000 con quattro colpi di pistola calibro 7,65 per il suo proposito di collaborare con la giustizia stesso proponimento di Giuseppe Schisa che trovò la morte.
Entrare nel sistema criminale è facile, così come è facile rovinarsi la vita, quello che è difficile è uscirne senza che il proprio destino, dopo aver compromesso quello di povere vittime indifese, non sia compromesso per sempre.

 

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di Simona Buonaura
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